Gita saltata, la madre del bimbo: «Un bel gesto, ma tanto disagio»

La donna: «Cose che dovrebbero essere normali se non vivessimo in una società che tende a escludere Mio figlio ha vissuto comunque una difficoltà, non doveva accadere: c’è di mezzo la sensibilità dei piccoli»
TRASACCO. Dice di essere rimasta sorpresa da tanta risonanza mediatica attorno alla notizia «perché queste, in fondo, sono cose che dovrebbero rappresentare la normalità». A parlare per la prima volta è la madre del bambino disabile protagonista della storia che ha commosso la Marsica e non solo: una pedana del bus rotta, l’impossibilità per il piccolo di scendere dal mezzo e l’ammutinamento solidale dei compagni di classe che rinunciano a proseguire la gita a Roma.
«Quanto avvenuto», aggiunge la donna, «non deve però far dimenticare la situazione di disagio che ha vissuto mio figlio. Queste cose non dovrebbero mai accadere, soprattutto se di mezzo c’è la sensibilità dei bambini».
La giovane commenta il clamore mediatico che ha generato la storia, piombata anche nelle cronache nazionali: «Siamo rimasti sorpresi in quanto episodi del genere dovrebbero rappresentare la normalità». Ed è qui che scatta un primo campanello d’allarme: «Evidentemente», osserva, «qualcuno di noi oggi non è più abituato a gesti come quello dei bambini della classe di mio figlio. Viviamo ormai in una società che tende sempre più a escludere gli altri piuttosto che a includerli, ma io e la mia famiglia ci riteniamo fortunati sotto questo punto di vista». Tante le attenzioni riservate dagli amichetti e dalle insegnanti nei confronti del figlio disabile: «Non è mai mancato il supporto e il sostegno da parte loro», continua la madre, «perché mio figlio è sempre stato coinvolto in tutte le attività scolastiche e non, non sentendosi escluso. D’altronde, quasi tutti i bambini si conoscono dai tempi dell’asilo e tra loro si è instaurato un legame molto forte». Confermano anche dalle insegnanti della scuola primaria di Trasacco: «La loro è una classe speciale, sono molto uniti e viviamo situazioni come quella di Roma ogni giorno. La solidarietà dei piccoli è per noi la normalità». Una lezione che anche i grandi dovrebbero recepire: «Fa sempre uno strano effetto quando sono i bambini a dare lezioni agli adulti», prosegue la madre del bimbo, «ma sono i più piccoli a conoscere il vero significato della parola solidarietà». Un gesto che, come sottolineato dalla madre, non deve far dimenticare il disagio vissuto dal piccolo. Sulla questione è intervenuta anche l’associazione Carrozzine determinate Abruzzo: «ogni giorno siamo nelle scuole con il progetto sentinelle della civiltà per far crescere questa coscienza sociale. Questi studenti sono di fatto diventati sentinella della civiltà».
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