Gli alunni s’incontrano nell’ultimo giorno dell’anno: vogliamo tornare alla normalità

Lo sgombero della scuola di tre anni fa, la fine delle lezioni virtuali e il rischio di perdere i fondi per i lavori di oggi. Giugno continua ad essere un mese cruciale per gli alunni della Lombardo...
Lo sgombero della scuola di tre anni fa, la fine delle lezioni virtuali e il rischio di perdere i fondi per i lavori di oggi. Giugno continua ad essere un mese cruciale per gli alunni della Lombardo Radice, sgomberata proprio questo mese di tre anni fa e trasferiti negli ex locali della Croce Rossa a Sulmona.
Per questo gli studenti della 4B della scuola elementare di viale Togliatti si sono dati appuntamento l’altro pomeriggio davanti il piazzale della scuola chiusa per la foto di rito di fine anno. Uno scatto diverso da tutti gli altri, coi bambini distanziati e le mascherine a coprire i sorrisi, ma con la gioia di essersi ritrovati dopo tre mesi di assenza dai banchi di scuola.
«Questa scuola è stata tolta tre anni fa ai nostri bambini, messi in un edificio che una scuola non è, il messaggio è il ritorno alla quasi normalità», spiega Francesca Ricci, rappresentante dei genitori, rimarcando che l’occasione di incontro davanti la scuola è anche per le famiglie che “celebrano” la chiusura della didattica a distanza, di un anno cioè abbastanza difficile che ha rivoluzionato la vita in famiglia. Lo spirito però non è polemico, ma tende ad inaugurare una fase di ripresa.
Per questo in questi giorni in Comune è stata revoca in autotutela la determina dirigenziale sui residui passivi in cui venivano elencati i lavori urgenti. Tra questi non figurava la Lombardo Radice e con la lettera arrivata dalla Regione, principale finanziatrice dei lavori, che ha imposto l’avvio del cantiere entro ottobre, pena la perdita dei fondi, si è dovuti correre ai ripari. Il finanziamento regionale ammonta ad un milione e 100mila euro, a cui sono stati aggiunti altri 500mila euro dal Comune e 250mila dall’assicurazione (dopo l’incendio doloso del cantiere, rimasto impunito).
«Per l’affidamento della progettazione è questione di giorni», si apprende da fonti comunali, per avviare il cantiere questa estate sulla palestra. Tempi più lunghi per l’altra parte dell’edificio da abbattere e ricostruire. (f.p.)
Per questo gli studenti della 4B della scuola elementare di viale Togliatti si sono dati appuntamento l’altro pomeriggio davanti il piazzale della scuola chiusa per la foto di rito di fine anno. Uno scatto diverso da tutti gli altri, coi bambini distanziati e le mascherine a coprire i sorrisi, ma con la gioia di essersi ritrovati dopo tre mesi di assenza dai banchi di scuola.
«Questa scuola è stata tolta tre anni fa ai nostri bambini, messi in un edificio che una scuola non è, il messaggio è il ritorno alla quasi normalità», spiega Francesca Ricci, rappresentante dei genitori, rimarcando che l’occasione di incontro davanti la scuola è anche per le famiglie che “celebrano” la chiusura della didattica a distanza, di un anno cioè abbastanza difficile che ha rivoluzionato la vita in famiglia. Lo spirito però non è polemico, ma tende ad inaugurare una fase di ripresa.
Per questo in questi giorni in Comune è stata revoca in autotutela la determina dirigenziale sui residui passivi in cui venivano elencati i lavori urgenti. Tra questi non figurava la Lombardo Radice e con la lettera arrivata dalla Regione, principale finanziatrice dei lavori, che ha imposto l’avvio del cantiere entro ottobre, pena la perdita dei fondi, si è dovuti correre ai ripari. Il finanziamento regionale ammonta ad un milione e 100mila euro, a cui sono stati aggiunti altri 500mila euro dal Comune e 250mila dall’assicurazione (dopo l’incendio doloso del cantiere, rimasto impunito).
«Per l’affidamento della progettazione è questione di giorni», si apprende da fonti comunali, per avviare il cantiere questa estate sulla palestra. Tempi più lunghi per l’altra parte dell’edificio da abbattere e ricostruire. (f.p.)

