Gli avvocati: è ora di riaprire i tribunali

24 Giugno 2020

Gli ordini forensi della regione: «Giustizia paralizzata con i cancellieri che lavorano da casa. E così scadono i termini»

L’AQUILA. «Così con si può andare avanti. Hanno riaperto quasi tutto e ora sarebbe il caso anche di spalancare le porte degli uffici giudiziari, pur nel massimo rispetto delle regole sanitarie». Maurizio Capri, presidente dell’Ordine distrettuale degli avvocati, si è fatto portavoce delle proteste di tutta l’Avvocatura regionale in un’affollata conferenza stampa alla presenza dei responsabili degli Ordini degli otto tribunali abruzzesi, dei delegati della cassa forense e degli altri organismi. Nel mirino le scelte del governo nel post-Covid e, inoltre, si chiedono soluzioni uguali per tutto il Paese. «Si va verso una paralisi», ha detto Capri, «e lo smart working, di fatto, porterà allo slittamento di alcuni processi al prossimo anno, se non al 2022». Il problema è che, lavorando da casa, i cancellieri hanno un accesso solo parziale ai terminali e, dunque, possono fare poco. Inoltre gli accessi per avvocati e clienti sono problematici. «Spesso», è stato detto ieri, «si prende un appuntamento con i pochi cancellieri che stanno nei tribunali dopo parecchi giorni e si devono aspettare ore prima di conferire». . Silvana Vassalli, presidente dell’Ordine degli avvocati di Lanciano, ha ribadito che «ormai i tribunali sono inaccessibili al pubblico anche per via del fatto che quasi i 2 terzi dei cancellieri sono a casa. Inoltre, tutto il lavoro che era stato stabilito tra marzo e maggio scorsi è in stand by». Tra le soluzioni indicate quella di svecchiare il personale con nuove assunzioni e personale al lavoro in sede. I legali hanno evidenziato, come, paradossalmente, stiano funzionando meglio i tribunali a rischio soppressione di quelli dei 4 capoluoghi di provincia. Dagli interventi degli altri legali, tra i quali Franco Colucci (Ordine avvocati di Avezzano), e Donato Di Campli (delegato Cnf) è emerso che ci sono problemi anche non secondari come quello delle scadenze per i depositi degli atti, visto che i termini sono perentori, con possibili beffe per i loro assistiti. I legali sono concordi nel sostenere che una possibile anticipazione al primo luglio di tutte le attività potrebbe comportare disagi ancora maggiori. Tra le richieste l’immediato stanziamento di adeguate risorse per la giustizia e per la messa in sicurezza degli edifici giudiziari; dotazione di strumenti informatici, di linee a banda larga e di personale tecnico di supporto per gli uffici giudiziari, per lo svolgimento in sicurezza delle attività da remoto.
«Siamo pronti», hanno ribadito con fermezza i legali abruzzesi, «a forti azioni di protesta se non saremo ascoltati dal governo».
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