Guanciale al futuro sindaco: la stagione di prosa è pronta non si sprechi il lavoro fatto

16 Settembre 2020

L’attore avezzanese: nomi e spettacoli di rilievo e costi inferiori all’anno scorso si potranno esibire Anna Foglietta, Leo Gullotta, Nancy Brilli, Ale e Franz e altri

È impegnato a teatro, in giro per l’Italia, con una pièce su Flaiano, ma il pensiero è lì, al suo teatro, alla sua città. Lino Guanciale, attore conclamato e coordinatore dell’ufficio teatro di Avezzano, si trova a Latina in pausa tra una replica e l’altra dello spettacolo “Non svegliate lo spettatore”, arricchito dal commento musicale di Davide Cavuti.
A cinque giorni dal voto che sceglierà il nuovo sindaco della città, Guanciale pone l’accento sulla cultura, sul teatro e mette sul piatto della bilancia una stagione teatrale già pronta, con nomi di primo piano, costruita adottando una politica di risparmio rispetto alla stagione precedente.
Guanciale, che stagione di prosa sarà?
«Faccio una premessa, abbiamo presentato un memorandum, da me firmato, sintetico, che testimonia il lavoro fatto dall'Ufficio Teatro in questo difficile anno. Il commissario prefettizio, che ringrazio per la sensibilità dimostrata, lo lascia ufficialmente all’amministrazione che arriverà. Nel memorandum sono comprese la mia proposta di stagione 2020/21 e una bozza di nuovo regolamento per il Teatro dei Marsi: una base per il futuro sulla quale sarà imprescindibile riflettere con le realtà storiche cittadine della musica e del teatro: Harmonia Novissima, Teatro dei Colori e Lanciavicchio, poiché è anche da loro, che deve generarsi un salto di qualità ulteriore per il Teatro dei Marsi».
Guardiamo al futuro partendo dal passato, e cioè dagli spettacoli che sono saltati a causa dell’emergenza Covid.
«Saranno recuperati nella prima parte della stagione: “Pinocchio” di e con Corrado Oddi e “Il piacere dell’onestà” di Pirandello, per la regia di Alessandro Averone».
Poi sono stati programmati i nuovi spettacoli. Quali?
«Per dicembre è prevista una delle cose di cui siamo più fieri. È molto avanzata la trattativa per portare in doppia replica ad Avezzano “Manola”, spettacolo scritto da Margaret Mazzantini, con Nancy Brilli e Chiara Noschese. Si sta lavorando per una regia decisamente importante. Come ufficio ne siamo orgogliosi: abbiamo lavorato affinché la compagnia venisse a fare una settimana di prove e allestimento al teatro dei Marsi e programmasse da noi l’anteprima nazionale. Per andare in porto, ci auguriamo che il pacchetto venga preso in carico dall’amministrazione che verrà».
E per il 2021 cosa dobbiamo aspettarci?
«Il 16 gennaio è in programma “La bimba col megafono” con Anna Foglietta, madrina del festival di Venezia, una grande amica che sarebbe felicissima di venire ad Avezzano. Poi “L’Abisso” di e con Davide Enia, il più grande esponente del teatro di narrazione in Italia. Quindi “Bartleby lo scrivano: una storia di Wall Street” di Melville con Leo Gullotta, “La luna e i falò” di Pavese con Andrea Bosca, e “Nati sotto contraria stella” di e con Ale e Franz».
Nomi di sicuro richiamo. Quale il ruolo delle compagnie teatrali del territorio?
«Ho chiesto il rinnovo delle convenzioni con Teatro dei Colori e Lanciavicchio, comprendendo la stagione delle “Domeniche da favola” del Teatro dei Colori, una nuova produzione per il Lanciavicchio e confermando gli altri impegni presi con loro nella passata stagione».
Come si chiuderà la stagione?
«Il 10° spettacolo di stagione sarebbe il vincitore di un bando, “Residenze etiche”, destinato a compagnie di eccellenza del centro e sud Italia che portino in scena almeno cinque attori e un egual numero di tecnici. Farebbero le prove e l’allestimento al teatro dei Marsi e ben tre repliche, in modo da fornire ad attori e tecnici un monte di giornate lavorative che consenta loro di intercettare nel migliore modo possibile gli ammortizzatori sociali della categoria dello spettacolo».
Sembra di capire che siamo di fronte a una nuova concezione dell’utilizzo del teatro.
«È un modo per fare la propria parte, dare un sostegno agli artisti e ai tecnici e confermare questa vocazione che, pur in piena emergenza, questa organizzazione propugna con forza: la vocazione produttiva a cui il teatro dei Marsi deve affacciarsi con determinazione, creando quell’indotto che l’arrivo di artisti e tecnici porterebbe in città. Abbiamo già studiato, oltre a un budget con previsioni anche di disavanzo, sponsorizzazioni cittadine che consentano di non gravare troppo sulle casse del Comune. Per quanto riguarda il numero di spettatori speriamo di avere la distanza “bocca a bocca”, con la metà di posti da occupare, come già avviene in altre regioni. Speriamo che l’Abruzzo faccia presto ad adeguarsi».
Parliamo di impegno economico.
«La qualità di questa proposta è negli spettacoli selezionati in forza del valore artistico, della sostenibilità economica e della costruzione di un buon calendario che si armonizzi con tutte le altre attività presenti. È rimodulabile perché ci sono anche altre compagnie contattate. La stagione scorsa era costata, per i cachet dei soli artisti, 70mila euro iva inclusa, quest’anno siamo scesi significativamente e gli impegni sono di circa il 20% più bassi di quella spesa. E poi c’è il bando “Residenze etiche”. Il range è sotto il budget della scorsa stagione che tra abbonamenti e sbigliettamento aveva pareggiato il bilancio».
Ultima questione: le compagnie di teatro dialettale che sono molto seguite. Come conciliare tutto questo con la loro attività vernacolare?
«Per le compagnie di teatro dialettale, con cui mi sono incontrato all'inizio della mia esperienza di coordinatore, per me in questa stagione vale il principio con loro condiviso: la costruzione di un calendario che consenta di ospitare un patrimonio della città. Oltre alla stima immensa che nutro, conscio dell’importanza del tessuto cittadino che esse rivestono, ho sempre detto che bisogna costruire un calendario intelligente conciliando le date. Si possono pensare anche formule di abbonamento che consentano una certa mutualità tra i due tipi di teatro, per ottenere agevolazioni e mettere in collegamento le due tipologie di pubblico».
Cosa serve adesso?
«Auspico che la nuova amministrazione confermi e avalli questa proposta in virtù della sua serietà, studiata con il commissario, altrimenti – visto il periodo – si rischierebbe il vuoto della stagione di prosa».
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