I fascicoli dei processi sparsi in tutta la provincia

31 Gennaio 2021

I disagi degli uffici giudiziari: carte pre-sisma ancora depositate ad Avezzano Il cantiere abbandonato da 14 anni per piazza e parcheggio sotterraneo

L’AQUILA. «Criticità». Questa la sintesi con cui viene descritta la situazione logistica degli uffici giudiziari. Una parte della relazione della presidente della Corte d’Appello Fabrizia Francabandera affronta anche il nodo del palazzo di giustizia. Candidato a ospitare, prossimamente, anche i cosiddetti tribunali “minori” di Sulmona e Avezzano.
FASCICOLI SPARSI. «Devono essere confermate», afferma Francabandera, «le considerazioni già espresse l’anno passato in ordine alle criticità degli Uffici aquilani. Nonostante il trasferimento della Corte d’Appello nel Palazzo di Giustizia risalga al 2017, non è stato possibile trasferire negli archivi i fascicoli processuali più datati (antecedenti al 2009), rimasti depositati all’interporto di Avezzano, in spazi generosamente messi a disposizione dalla Protezione Civile; quelli definiti dopo il terremoto sono conservati nell’archivio di Bazzano e all’interno del seminterrato dell’immobile in via Pile, che ha accolto l’ufficio durante la ricostruzione. Tale situazione, non ideale, non può essere al momento migliorata a causa della difficoltà di reperire immobili che possano accogliere l’ingente quantità di materiale cartaceo, allo stato non dismettibile. La distribuzione degli spazi fra i quattro uffici (Corte d’Appello, Procura Generale, Tribunale e Procura della Repubblica ospitati nell’immobile), che inizialmente teneva conto del previsto accorpamento degli uffici subprovinciali di Avezzano e di Sulmona, differito al settembre del 2022, non è adeguata alle attuali reali esigenze della Corte d’Appello, che, trasferita per ultima nel Palazzo, non gode di spazi sufficienti a garantire adeguata sistemazione degli uffici e del personale, in particolar modo di quello magistratuale, anche onorario, la cui pianta organica è aumentata nelle more».
GLI ALTRI DISAGI. «La previsione di ampi spazi destinati ad atri e vaste aree di passaggio pregiudica, di fatto», secondo la presidente della Corte d’Appello, «la destinazione delle volumetrie a uffici, tanto che l’Ufficio Notificazioni e Protesti non ha potuto trovare sistemazione all’interno del Palazzo, con disappunto della classe forense che lamenta i conseguenti disagi per recarsi negli uffici di via Pile. Gli spazi originariamente destinati all’Unep sono assegnati al Tribunale, ma a tutt’oggi, purtroppo, non sono stati ancora adattati e allestiti. La pandemia ha imposto repentini interventi nella gestione degli accessi al Palazzo e dei percorsi in sicurezza, nonché l’implementazione dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, unificato temporaneamente per i servizi di Corte d’Appello e Tribunale, per evitare ingressi indiscriminati e potenzialmente rischiosi nelle cancellerie e negli uffici dei magistrati, scontando ancora una volta la carenza di spazi adeguati e le difficoltà pratiche di operare i cambiamenti ritenuti necessari».
CANTIERE DIMENTICATO. «Non risolta è anche la sistemazione dell’importante area adiacente il Palazzo di Giustizia da parte della locale amministrazione comunale», aggiunge Francabandera. «La permanenza del cantiere abbandonato, risalente al lontanissimo 2007, limita infatti la gestione delle uscite di sicurezza e impedisce l’accesso all’immobile dall’ala nuova. Recentemente i rappresentanti del Comune hanno confermato alla Conferenza Permanente l’acquisizione, all’esito dell’apposito concorso bandito, di un progetto per la sistemazione della piazza e dell’annesso parcheggio sotterraneo. Vogliamo avere fiducia che i tempi di realizzazione possano essere accettabili. Il complesso problema della manutenzione degli uffici giudiziari, transitata come noto dalle amministrazioni comunali direttamente agli uffici per effetto della 190/2014, continua a determinare difficoltà nell’affrontare le numerose questioni, soprattutto quelle relative all’impiantistica, che richiedono necessariamente il supporto tecnico del Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche. Non è ancora effettivamente operativo l’Ufficio Tecnico Distrettuale, di recente istituzione, essendo al momento presente un solo funzionario tecnico sui due previsti, mentre mancano del tutto i previsti assistenti tecnici (in numero di 4), necessari per far fronte alle concrete necessità in tema di edilizia degli uffici giudiziari e assicurare il supporto agli uffici periferici in materia di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili. Si conferma anche quest’anno la stasi nella realizzazione del bar all’interno del Palazzo di Giustizia e la permanente inutilizzazione degli spazi destinati a tale funzione».
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