I giudici: «I palazzi dell’Aquila hanno protetto i residenti»
Le case e i palazzi dell’Aquila, tutto sommato, hanno retto bene l’urto del terremoto. Lo scrivono, a pagina 215 delle motivazioni della sentenza, i giudici della Corte d’Appello, che dedicano un...
Le case e i palazzi dell’Aquila, tutto sommato, hanno retto bene l’urto del terremoto. Lo scrivono, a pagina 215 delle motivazioni della sentenza, i giudici della Corte d’Appello, che dedicano un paragrafo anche alla tenuta degli edifici. «Nonostante le carenze costruttive evidenziate nel Rapporto Barberi» (dal quale risultava che all’Aquila, su 752 edifici in muratura censiti, ben 555 rientravano nella fascia di vulnerabilità medio-alta), si legge nella sentenza, «può affermarsi che il tessuto urbanistico della città ha nel suo complesso assolto alla funzione di proteggere i residenti, essendo collassato a seguito del sisma solo l’1 per cento dei fabbricati in cemento armato (tutti costruiti in violazione della normativa antisismica, cfr. ct Decanini, Liberatore), mentre l’alta percentuale di studenti tra le vittime è dovuta al cedimento della Casa dello studente, che ne ospitava molti, non già a una particolare fragilità di tale categoria di residenti». A questo proposito va tuttavia precisato che, secondo le stime, sono stati 55 gli universitari che hanno perso la vita la notte del terremoto, otto dei quali abitavano nella Casa dello studente. Restando in tema di cifre, in un articolo del 2007 a firma di Barberi, Boschi e Bertolaso («Difendersi dai terremoti: la prevenzione sismica in Italia») si prevedeva che in caso di evento sismico all’Aquila «d’intensità pari al massimo storico registrato, le vittime sarebbero state tra le 4mila e le 14500». (e.n.)

