I residenti del ponte Belvedere: «Viviamo da anni nell’incubo»

Sono circa trenta le famiglie costrette a muoversi tra le transenne in seguito al crollo dei calcinacci Primi provvedimenti del Comune: al via la ricognizione sulle reali condizioni di stabilità della struttura
L’AQUILA. «Solo chiacchiere in questi anni». Renato Savarese è appena uscito dal condominio in fondo a via Fontesecco, proprio sotto al ponte di Belvedere. Per raggiungere la macchina deve girare intorno alle transenne messe l’altroieri dai vigili del fuoco dopo il crollo di un grosso blocco di cemento che si è staccato dal ponte. Dentro le transenne, l’asfalto è costellato di grumi di cemento, che i vigili del fuoco, arrivati fin sotto le arcate del ponte con un’autoscala, hanno staccato e fatto cadere.
LA PROTESTA. «Siamo circondati dalle transenne», racconta, «dentro e fuori del palazzo». In effetti, all’interno del grande condominio che ospita una trentina di famiglie, il cortile è interdetto dalle fettucce dei vigili del fuoco. Ci sono altri inquilini, alcuni sono assegnatari degli appartamenti popolari, altri sono proprietari. «Solo chiacchiere», ribadisce un proprietario. «È da quando c’è il ponte che viviamo con l’incubo che qualche pietra possa caderci in testa», conferma Renato. È stato proprio lui a sentire il botto del grosso pezzo di cemento che cadeva in strada. Gli inquilini entrano ed escono dal palazzo, c’è “Ringo”, che vive con la sorella Lina in un appartamento di proprietà, c’è Mara, c’è Gaetano. «Ci sono stati tanti incontri, prima con il vicesindaco Guido Liris, ora in Regione, e anche dopo», racconta Renato Savarese, «hanno prospettato diverse soluzioni, una casa qui vicino per chi è assegnatario, o un appartamento di quelli che il Comune ha per via delle sostituzioni edilizie per le dieci famiglie proprietarie, ma, dopo tanti incontri, è tutto fermo». «Si era parlato di progetti faraonici per questo ponte», commenta il medico Berardino Persichetti, che abita da quelle parti. «Sono passati 11 anni, ma qui domina l’inerzia. Si dimentica l’importanza del ponte nella viabilità cittadina. E poi il Comune sembra avere dimenticato il vecchio distributore di benzina che è lì vicino e non è stato mai rimosso. Massima solidarietà da parte mia a coloro che abitano proprio sotto il ponte».
SI MUOVE IL COMUNE. L’assessore comunale al settore ambiente e Protezione civile del Comune, Fabrizio Taranta, ha attivato l’intervento dei propri tecnici per una ricognizione e una verifica puntuale delle condizioni della struttura. Lo avevano espressamente chiesto i vigili del fuoco dopo un sopralluogo fatto giovedì sollecitando, per l’appunto, «una verifica del fenomeno con riferimento alla stabilità dell’intera struttura». I vigili del fuoco, intervenuti anche nella veste di polizia giudiziaria, non relazioneranno nulla alla Procura visto che la caduta di calcinacci non ha causato danni a persone o cose. «Per eseguire la verifica da terra», spiega Taranta, «è stata noleggiata una piattaforma che consentirà ai tecnici di effettuare tutti i controlli necessari da estendersi all’intera struttura, atti ad accertare il reale stato del ponte, che ricordiamo risulta essere interdetto alla viabilità sin dal post sisma del 2009». «Visto, comunque», conclude l’assessore, «lo stato di ammaloramento della struttura, ai fini soprattutto della tutela della pubblica e privata incolumità, molto probabilmente verranno installate anche delle reti di protezione per evitare che altri eventuali distacchi di porzioni di copriferro possano costituire pericolo di danno a persone o cose». Il ponte, senza manutenzione, si sta rovinando proprio in corrispondenza del grosso quadrato di asfalto, rimosso 10 anni fa per le prove statiche effettuate dopo il sisma del 2009, e in cui sembrava che i danni fossero tutto sommato lievi.
(ha collaborato
Raniero Pizzi)
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