I sindacalisti: per combattere il lavoro nero è necessario ripristinare il Durc di congruità

31 Maggio 2019

È impossibile, ovviamente, quantificare con esattezza la diffusione del lavoro sommerso nei cantieri della ricotruzione. Si possono, però, fare delle stime. Nel 58% dei cantieri del Cratere, il costo...

È impossibile, ovviamente, quantificare con esattezza la diffusione del lavoro sommerso nei cantieri della ricotruzione. Si possono, però, fare delle stime. Nel 58% dei cantieri del Cratere, il costo medio della manodopera, normalmente stimabile tra il 13% e il 17% del totale dell’importo lavori, scende al di sotto del 15%. Quest'ultima è una sorta di soglia limite: se si va sotto questo valore, vuol dire che la presenza di lavoro nero è altamente probabile. Lo ha affermato anche Silvio Amicucci, il segretario regionale della Fillea Cgil: «Da quando non c’è più il Durc per congruità, dalle nostre rilevazioni sono scomparsi circa mille operai l’anno. Al netto degli alti e bassi della ricostruzione, è quello, più o meno, il dato dei lavoratori finiti in situazioni di irregolarità», afferma il sindacalista. La Fillea Cgil ha proposto anche la stesura di una legge quadro nazionale, per la prevenzione e la gestione delle emergenze, al fine di omogeneizzare l’azione legislativa in caso di calamità naturali. Oltre al ripristino del Durc per congruità.
Alla fine del 2009 le imprese iscritte tra Cassa e Scuola edile della provincia dell’Aquila erano 1.424, nel 2018 sono scese a 1.166, con un saldo passivo pari a 258, i lavoratori del settore dell’edilizia iscritti sono passati da 8.703 del 2009 a 8.351 dello scorso anno, 352 in meno; è aumentata l’età media degli operai, che oggi si attesta intorno ai 45 anni e, in un anno, si sono perse circa un milione di ore di lavoro. Anche questo è emerso dal convegno della giornata della Fille Cgil, sul tema: “Il lavoro edile nei cantieri dei crateri sismici e nella regione. Esigenza di legalità e proposte di legge per un settore trasparente e sicuro”, al quale hanno partecipato, oltre a Verrocchi (nella foto), Amicucci e Genovesi, Graziano Gorla, segretario nazionale Fillea Cgil-dipartimento Legalità, Carmine Ranieri, segretario generale Cgil Abruzzo e Molise. Altri dati emersi durante l’incontro sono quelli che riguarda i lavoratori domiciliati in provincia
dell’Aquila, pari al 53% e quelli che provengono da altre province, pari al 47% e la percentuale di massa salari prodotti che sta crescendo proprio a favore dei domiciliati nel capoluogo (61%),
rispetto a quelli di fuori (39%).
Inoltre, nell’ultimo anno nella provincia dell’Aquila si sono persi quasi 800 lavoratori, anche se nell’ultimo trimestre ne sono stati recuperati 168.