Il boss in incognito dona una nuova vita ai suoi dipendenti
Il manager Di Carlo al docu-reality nei panni di un esodato Alla fine rivela la sua identità e premia tre “colleghi”
MASSA D’ALBE. Fulvio è un uomo di mezza età che ha perso il lavoro e deve essere reintegrato. Gli operai della Tekneko, società che gestisce il servizio di igiene urbana in diversi Comuni dell’Abruzzo, del Lazio e del Molise lo accolgono e iniziano a dargli le istruzioni sulle varie mansioni da svolgere quotidianamente. Con Fulvio, poi, tutti iniziano a confidarsi, raccontando le loro storie di vita. Nessuno sa che sotto quella divisa arancione non c’è un operaio ma il loro boss: il presidente di Tekneko, Umberto Di Carlo. I riflettori del docu-reality “Boss in incognito” per una settimana si sono accesi sulle attività della società che conta oggi oltre 600 dipendenti nel centro Italia. Di Carlo, dopo essersi raccontato davanti alle telecamere di Raidue, ha salutato la famiglia e da Massa d’Albe è partito insieme al conduttore Gabriele Corsi. Ci sono volute due ore di trucco per trasformare Di Carlo in Fulvio. La prima tappa del docu-reality è stata a Celano. All’ombra del castello, insieme al giovane Alessandro De Santo, il boss ha iniziato a raccogliere la plastica verificando se nei mastelli erano presenti anche altri rifiuti. Finito il giro della città, Fulvio e Alessandro si sono conosciuti meglio e il giovane ha raccontato al suo collega le difficoltà incontrate dopo la morte del padre e il desiderio di entrare nel mondo del cinema. Il giorno successivo il boss è passato nel borgo di Castel Gandolfo con l’avezzanese Fabrizio Verna. Insieme, hanno ripulito un muro imbrattato dalle scritte e hanno preso un caffè. Per Fabrizio il lavoro è dignità e per questo gli ha raccontato di essere legato a Tekneko, che gli sta permettendo di crescere e far studiare le sue due figlie. Dopo due giorni trascorsi a Nettuno, con gli operatori Giancarlo e Annamaria, il boss è tornato nella Marsica. Ad attenderlo ad Avezzano c’era Angelo Palma, veterano della Tekneko. Lavorando da tanto in azienda, Di Carlo ha temuto che Angelo, conosciuto da tutti come Ciccio, potesse riconoscerlo. Ma alla fine tutto è andato liscio. Insieme hanno ripulito delle discariche abusive nella zona del cimitero di Antrosano e poi si sono soffermati per fare due chiacchiere a fine turno, da buoni colleghi. Ciccio gli ha raccontato alcuni momenti neri della sua vita, come i tanti anni in collegio, l’assenza di un padre, e l’amore incondizionato per sua figlia. Alla fine della settimana Di Carlo è tornato nei panni di presidente Tekneko e ha chiamato i suoi colleghi-dipendenti in ufficio. Alcuni lo hanno riconosciuto subito, altri hanno stentato. E come segno della sua gratitudine ha regalato ad Alessandro un corso di cinematografia con Pupi Avati, a Fabrizio un contratto a tempo indeterminato e due borse di studio per le figlie e ad Angelo un assegno e la foto scattata insieme al termine della giornata di lavoro. (r.rs.)
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