Il consiglio comunale contro l’autovelox di Bussi

16 Febbraio 2020

L’assise civica approva la mozione di Lelio De Santis (Idv): il sindaco intervenga con il collega pescarese, che usa quel mezzo per fare cassa e non per la sicurezza

L’AQUILA. Il consiglio comunale dell’Aquila ha approvato all’unanimità la mozione del consigliere Lelio De Santis (Idv) «sull’utilizzo abnorme dell’autovelox posizionato sulla strada statale, all’altezza del bivio per Bussi, che ha prodotto in 6 mesi dall’attivazione circa 35 mila contestazioni di infrazioni dei limiti di velocità».
«La strada statale in questione è l’unico collegamento tra L’Aquila e Pescara ed è, quindi, frequentata giornalmente da migliaia di cittadini, aquilani in particolare, per motivi di lavoro, di studio, di salute: all’improvviso e senza la necessaria e ben visibile segnalazione, un impianto di rilevazione della velocità è comparso nascosto tra i rami di un albero», sostiene De Santis. Che aggiunge: «L’intento evidentemente non era quello di frenare la corsa delle auto o di invitare alla prudenza e al rispetto dei limiti di velocità, ma solo di fare cassa da parte del Comune di Bussi. I ricorsi presentati al giudice di pace e al prefetto di Pescara hanno dato ragione ai ricorrenti, dimostrando come fossero fondate le rimostranze e le contestazioni da parte di tanti automobilisti».
«Le norme in materia di sicurezza stradale e il rispetto dei limiti di velocità sono sacrosanti e vanno tutelati, ma ritengo che non si debba fare un uso improprio degli autovelox», prosegue De Santis, «che si stanno diffondendo su ogni tipo di viabilità solo con lo scopo di fare cassa e di rimpinguare i bilanci comunali. La mozione approvata dal consiglio comunale assegna al sindaco dell’Aquila il compito di agire nei confronti del collega di Bussi e del prefetto di Pescara, per fare chiarezza sull’utilizzo dell’autovelox di Bussi, di sospendere le migliaia di multe, di individuare altre soluzioni per il controllo dei limiti di velocità. La decisione del consiglio comunale è dettata da buon senso e dalla necessità di informare in modo corretto gli automobilisti».