Il gip sui dieci poliziotti indagati: «I loro interessi davanti al dovere»

21 Luglio 2023

Le motivazioni di De Marco sugli agenti della Polstrada: «Rilevata un’inclinazione stabile a delinquere» Il giudice evidenzia la possibilità di «ripetere i reati contestati, anche in contesti lavorativi diversi»

SULMONA. È nelle motivazioni del gip del tribunale di Sulmona, Alessandra De Marco, che emergono nuovi dettagli sull’inchiesta che ha portato alla sospensione di dieci poliziotti della Polstrada di Pratola Peligna, accusati a vario titolo di peculato, furto, falso e omissioni di atto d’ufficio. La sistematicità delle azioni, innanzitutto. Il gip sottolinea infatti come «la sistematica reiterazione delle condotte di abbandono del posto di servizio, favorita dalla sussistenza di un radicato sistema di complicità tra gli indagati, oltre a integrare il quadro indiziario della colpevolezza dei prevenuti, rappresentino elementi di gravità tale da supportare anche il giudizio concernente le esigenze cautelari sotto il duplice profilo della concretezza e dell’attualità». Un carattere definitivo dunque «seriale» delle condotte contestate ai poliziotti che denotano – sempre secondo quanto emerge dalle motivazioni – «un’inclinazione a delinquere stabile, persistente e particolarmente resistente al decorso del tempo». Di più: «Si ritiene», prosegue il gip De Marco, «che l’ostinata propensione degli indagati ad anteporre il soddisfacimento di interessi personalistici al compimento dei relativi doveri istituzionali e il correlativo sostanziale disinteresse mostrato in merito alle possibili conseguenze derivanti dalle relative condotte, costituiscono elementi tali da non consentire di escludere la possibili che gli stessi si trovino in condizioni di replicare, anche in frangenti lavorativi diversi, reati omogenei a quelli loro contestati». Dieci poliziotti sono stati sospesi da 8 a 12 mesi, dopo l’interrogatorio di garanzia dello scorso 15 giugno sulla maxi inchiesta che coinvolto 19 agenti. Sono stati sospesi per un anno due poliziotti, Alessio Imperatore e Gianni Ranieri. Mentre resteranno per dieci mesi senza poter indossare la divisa i poliziotti Alfonso Bartoli, Pasquale Berarducci (sindaco di Rocca Pia), Beniamino Del Rosso, Franco Perna e Dino Petrella. Gli ultimi tre Paolo Di Loreto, Luca Madonna e Angelo Tarola resteranno senza il tesserino da poliziotto per otto mesi. Prove e riscontri ottenuti grazie all’utilizzo di metodologie d’indagine all’avanguardia andate avanti per tre anni, attraverso pedinamento elettronico, intercettazioni ambientali e telefoniche, acquisizione tabulati e monitoraggio continuo di alcuni sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di scoprire il ruolo di ciascuno degli indagati per la commissione dei reati contestati che vanno dal peculato al furto ai danni dello Stato, dalla truffa all’omissione di atti d’ufficio all’omissione di soccorso e all’interruzione di pubblico servizio.
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