Il Mammut torna a incantare Ma porte aperte solo per 1.400

Tantissime le persone che non sono riuscite a prenotare la visita e che confidano in altre aperture Grande lo stupore dei bambini alla vista dell’enorme scheletro esposto al castello in ristrutturazione
L’AQUILA. Ha più di un milione di anni e da oltre 60 è custodito nel Forte spagnolo, ma riesce a stupire sempre come il primo giorno. Il Mammuthus Meridionalis, per tutti gli aquilani più semplicemente il Mammut, anche ieri, nella prima delle due giornate di apertura straordinaria del castello cinquecentesco, ha lasciato senza parole decine di bambini che, pur abitando da sempre in città, non avevano mai avuto modo di visitare lo straordinario reperto.
Dopo il terremoto del 2009, infatti, lo scheletro, messo in sicurezza, non è stato accessibile al pubblico, se non qualche giorno nel 2015, dopo un accurato intervento di restauro. È per questo che il reperto più identitario di quelli del museo nazionale d’Abruzzo, “amico” dei piccoli aquilani da generazioni, non è conosciuto da tantissimi bambini della città che proprio in questo week end avranno modo di vederlo per la prima volta. Il mammut, infatti, sarà oggetto di visite guidate anche oggi, dalle 10 alle 22.
POCA ATTESA
Le visite hanno preso il via ieri mattina, senza troppe difficoltà, per chi è riuscito a prenotare a inizio settimana. Le file di visitatori sono state smaltite nel giro di poco tempo, anche grazie al numero contingentato di posti. Ai visitatori, dopo essere stato controllato il Green pass, è stata misurata la temperatura. Infine, è stata verificata la presenza negli elenchi, prima dell’ingresso al castello, ancora in fase di ristrutturazione.
Per permettere lo svolgimento di tutte le operazioni nei tempi previsti, gli organizzatori hanno chiesto a quanti sono riusciti a prenotare, di arrivare all’ingresso del Forte spagnolo almeno 15 minuti prima del proprio turno d’accesso. I ritardatari perdono sia il diritto di prenotazione sia il diritto di ingresso.
GRUPPI DI 20
Proprio a causa dei lavori ancora in corso al Forte spagnolo e nel rispetto delle normative anti-Covid, non è stato possibile far partecipare alle visite un numero maggiore di venti persone per ciascun turno.
I singoli gruppi sono potuti restare all’interno del bastione est del castello, dove è esposto il Mammut, per 20 minuti. Solo al termine della visita guidata è stato possibile avvicinarsi per qualche minuto al reperto.
MOLTI DELUSI
Tra ieri e oggi saranno 1.400 le persone che potranno visitare lo scheletro. Un numero che assolutamente non è riuscito a soddisfare tutte le richieste. Le prenotazioni, che hanno preso il via lunedì scorso, infatti, sono state esaurite in poco più di una giornata. L’unico numero di telefono messo a disposizione dall’organizzazione dell’evento è risultato ai più sempre occupato o non raggiungibile. In moltissimi, dunque, non sono riusciti a prenotare la visita.
PROSSIMI APPUNTAMENTI
Compatibilmente con il procedere dei lavori, il Segretariato e il Museo nazionale d’Abruzzo, in accordo con la Soprintendenza, stanno lavorando per promuovere altre iniziative analoghe. Un’altra possibilità potrebbe presentarsi tra un paio di mesi: si sta, infatti, lavorando per organizzare una prossima apertura magari a dicembre, in occasione delle festività natalizie. La speranza di molti è che la prossima volta venga cambiato sistema di prenotazione, essendo risultato quello telefonico del tutto inappropriato.
Intanto è già in programma, per sabato 4 dicembre, un’ulteriore giornata di visite guidate dedicate all’ospitalità inclusiva, per un patrimonio senza barriere, in collaborazione con l’Unione italiana ciechi dell’Aquila, che ha realizzato ad hoc per il Mammut un pannello in braille, con QR code per l’ascolto audio delle informazioni.
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