Il ministro Di Maio lancia Di Piero: «Lavoriamo per salvare il tribunale»

14 Settembre 2021

Il numero uno degli Esteri in città: incontro con i genitori di Fabrizia che morì nell’attentato di Berlino Visita criticata da Gerosolimo: una passerella, fa piacere accorgersi dell’esistenza della Di Girolamo 

SULMONA . Un brindisi con l’acqua del Fontanone, prima di iniziare il giro per la città che si è concluso davanti ai prodotti tipici del territorio che ha assaggiato con gusto. Poi l’incontro con i genitori di Fabrizia Di Lorenzo, la giovane sulmonese uccisa nell’attentato di Berlino. «Questi primi otto mesi del 2021 hanno fatto già segnare un record nelle esportazioni rispetto al 2019. Questo significa che le piccole e piccolissime imprese italiane e anche abruzzesi, con i prodotti dell’enogastronomia e del Made in Italy, avranno un ruolo fondamentale nella ripresa dell’economia. E noi dobbiamo accompagnare queste piccole imprese sul mercato globale». È partito ieri mattina con il numero uno degli Esteri Luigi Di Maio il lungo elenco di ministri ed alti esponenti politici nazionali, che arriveranno in città da qui alla fine del mese. Selfie e strette di mano lungo corso Ovidio, ma anche qualche promessa e una convinzione: il ruolo dei sindaci sarà decisivo nello spendere i 240 miliardi che arriveranno dall’Europa per la rinascita post-pandemia. «Una quantità di fondi superiore a quella del piano Marshall del secondo dopoguerra che produsse il boom economico e fatte le opportune conversioni il recovery fund offre più fondi di quelli». Di Maio ricorda che «a luglio è arrivato un acconto di 25 miliardi di euro e i 230 miliardi sono da spendere per digitalizzazione ed ecologia, che vuol dire fondi per infrastrutture dei comuni, per i trasporti locali, per le imprese, per la loro conversione industriale». Ma il ministro ha messo in guardia «dall’evitare sprechi, disperdendo le opportunità di sviluppo offerte da questi fondi».
«Un sindaco può fare molto, se si rapporta con le aziende», sottolinea Di Maio, «se nella spesa pubblica non ci si coordina con le aziende, si continuerà a dare fondi a pioggia inutili che nessuno utilizzerà, poi a fine anno, spendendoli in fretta e furia si creeranno progetti per spenderli e non spenderemo i fondi per i progetti». Il ministro parla anche del caso di Etian, il bimbo israeliano unico superstite della tragedia del Mottarone. «Stiamo accertando l’accaduto per poi intervenire», ha detto riferendosi all’iniziativa dei nonni materni che hanno riportato il bimbo in Israele sottraendolo alla tutela legale della zia Aya. Per Sulmona e il Centro Abruzzo Di Maio ha evidenziato che «sul tribunale non ci si fermerà per salvarlo», anche se non si sbilanciato sui tempi, in questo momento fondamentali. «Confidiamo di portare a casa questa riforma: abbiamo una promessa da rispettare e continueremo a lavorarci». Il ministro ha parlato anche del territorio evidenziando che «è ricco di eccellenze, ma va detto che il sistema non funziona in Italia quando le amministrazioni locali non sono la prima e ultima istanza per le istituzioni centrali».
Al suo fianco la senatrice Gabriella Di Girolamo e il candidato sindaco del centrosinistra Gianfranco Di Piero. «Chiediamo al ministro degli Esteri di essere ambasciatore della bellezza di Sulmona nel mondo», ha affermato, «e della ricchezza, della straordinarietà, dell’intelligenza dei nostri operatori, frutto della laboriosità intelligente delle nostre popolazioni, una sorta di carta d’identità del nostro territorio».
Sulla visita di Di Maio è intervenuto anche il candidato sindaco Andrea Gerosolimo. «È in corso una passerella di ministri e di politici nazionali», ha fatto rilevare, «mi fa piacere perché finalmente apprendo che da tre anni e mezzo c’è una senatrice di cui non conoscevo l’esistenza perché il suo operato è pressoché nullo. Mi auguro che i politici che stanno sfilando in queste ore possano mantenere le promesse. Ma non dopo la campagna elettorale: le promesse vanno mantenute prima del voto. Spero che questi politici vengano ancora a trovarci a fine anno, altrimenti saremo noi ad andare a trovarli a casa loro Di Girolamo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA