Il Morrone di nuovo in fiamme Rogo spento, paura per i focolai

18 Agosto 2023

Si riattiva l’incendio sulla vetta del monte, necessari i lanci d’acqua dall’elicottero per spegnerlo Il bosco resta sotto osservazione, mentre è caccia al piromane che ha dato fuoco all’area a fine luglio

SULMONA. Le colonne di fumo sono tornate ad alzarsi dal monte Morrone, facendo ripiombare nella paura la zona peligna.
Forse si tratta di un focolaio dell’incendio di fine luglio scorso, che si è riattivato all’improvviso dopo aver covato per giorni nel sottobosco, proprio sulla vetta della montagna sacra a Celestino V, al confine tra i comuni di Pratola e di Sulmona.
Questa volta però, le fiamme sono state domate immediatamente, anche grazie ai lanci di acqua in elicottero, prima che il rogo si potesse estendere.
ALLARME E SPEGNIMENTO
L’allarme è scattato nella tarda mattinata di ieri, solo poche ore dopo il rito della fiaccolata che ha dato il via al cammino che porta alla Perdonanza celestiniana all’Aquila (vedi articolo in pagina).
Immediatamente si sono mosse le squadre boschive dei vigili del fuoco da Sulmona e da Popoli, mentre si alzava in volo l’elicottero della Protezione civile e partivano anche i gruppi di volontari di supporto.
Già nel primo pomeriggio l’emergenza sembrava rientrata, mentre l’elicottero continuava comunque i lanci d’acqua per bonificare l’area, tentando così di spegnere dall’alto i possibili focolai rimasti.
In serata si è ovviamente fermata del tutto anche l’attività aerea, mentre sul posto sono rimasti i volontari dei gruppi di Protezione civile per monitorare la situazione e avviare le misure anti-incendio in caso di nuove riattivazioni dei focolai sul Morrone.
CONTINUANO LE INDAGINI
Nel frattempo si continua a indagare sul rogo divampato il 25 luglio scorso, che ha distrutto oltre 500 ettari di bosco, oltre a mettere a rischio alcuni edifici tra cui il rifugio Colle delle Vacche, e che si era già riattivato un’altra volta prima di ieri.
Gli inquirenti sono convinti che sia stata la mano di un piromane a dare fuoco al Morrone e la procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per incendio doloso.
Ci sarebbero infatti due prove inequivocabili: il fatto che il rogo è partito da un solo punto specifico e il ritrovamento di inneschi nell’area vicino all’ex cava di Bagnaturo.
In particolare in questa fase dell’indagine si cercano elementi, anche tramite le fototrappole della zona, per individuare colui che ha riportato l’incubo delle fiamme sul Morrono dopo sei anni. Nell’agosto del 2017, infatti, il grande rogo che divampò nella stessa area del Monte Morrone.
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