Il Movimento che difende i treni: «Più fondi per la Roma-Pescara»

AVEZZANO. «Appena 1,58 miliardi nel Recovery fund per le connessioni diagonali Roma-Pescara; Orte-Falconara; Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia. Numeri distanti rispetto alle necessità indicate da...
AVEZZANO. «Appena 1,58 miliardi nel Recovery fund per le connessioni diagonali Roma-Pescara; Orte-Falconara; Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia. Numeri distanti rispetto alle necessità indicate da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) per realizzare entro il 2026 gli obiettivi dichiarati». È quanto dichiara , in merito al progetto di potenziamento della ferrovia Roma-Pescara, Antonio Mezzoprete di MoVeTe, il Movimento spontaneo di cittadini che ha concluso, dopo due anni, la sua funzione sociale con la consegna di uno studio indipendente al ministero dei Trasporti. «Se si vuole puntare a rimanere entro le 2 ore di viaggio», continua Mezzoprete, «bisognerà pensare fin da subito a soluzioni in grado di rimodulare alcune scelte progettuali di Rfi e un budget adeguato alle circostanze. Lo Studio di pre-fattibilità presentato da Rfi il 7 ottobre 2020 al Mit, alla presenza dei presidenti di Lazio e Abruzzo, ha elmenti di forte criticità ambietali, sociali ed economici che andrebbero risolti per tempo: il progetto prevede circa 72 chilometri di galleria su quasi 200 totali in luogo dei 25 chilometri dello studio SenAlfa/MoVeTe. I costi finanziari per le gallerie, circa 50 milioni di euro a chilometro, impegnerebbero la metà dei 6,5/7 miliardi stimati da Rfi per l’intero intervento, sottraendo così risorse preziose per realizzare eventuali altre soluzioni. Ma le soluzioni da noi proposte», precisa il rappresentate del Movimento spontaneo di cittadini, «furono solo in parte accolte». E sui tempi di percorrenza Mezzoprete spiega: «Se da Roma non si raggiunge Sulmona entro 70 minuti, qualsiasi altro sforzo di miglioramento della linea interna Sulmona-L’Aquila rischia di mancare clamorosamente l’obiettivo di collegare in modo efficiente il capoluogo alla dorsale Tirreno-Adriatica. Sopra i 100 minuti di percorrenza tra Roma e L’Aquila investire nel trasporto passeggeri su ferro, a conti fatti, resterebbe una soluzione debole e fortemente esposta alla concorrenza dei trasporti su gomma. Dunque», conclude, «la soluzione di Rfi di realizzare la tratta Roma-Tagliacozzo ed Avezzano-Sulmona mono-binario pregiudica pesantemente la possibilità di raggiungere Sulmona entro i 70 minuti, creando di fatto un collo di bottiglia che comprometterebbe anche l’obiettivo Roma e Pescara in meno di 2 ore con la soluzione degli incroci-selettivi non risolutiva». (f.d.m.)

