Il Papa invia un aiuto a Petrocchi: don D’Angelo è vescovo ausiliare

15 Agosto 2021

Molisano, 50 anni, rettore del pontificio seminario regionale di Chieti, sarà di supporto al cardinale L’annuncio congiunto è avvenuto a Termoli (sua diocesi di origine) e all’Aquila. Ecco cosa succede

L’AQUILA. Quando la mattina del 4 giugno scorso il cardinale arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Petrocchi arriva in Vaticano, per l’udienza che il Papa gli ha concesso, sa che sta per chiedere a Francesco due cose destinate a passare alla storia dell’Aquila. La prima è l’invito a visitare il capoluogo in occasione della Perdonanza 2022 per aprire la Porta Santa. Il Papa sorride e accetta, quasi se lo aspettasse. «E questa è fatta», avrà pensato Petrocchi. La seconda è un po’ più “personale”. «Santità», ha detto più o meno testualmente il cardinale al pontefice, «i miei incarichi qui a Roma (avuti dallo stesso Francesco, ndr) e i tanti impegni pastorali mi spingono a chiedere un sostegno: la nomina per la diocesi dell’Aquila di un vescovo ausiliare che mi affianchi». Detto fatto. Il Papa dice sì, riferisce subito al suo segretario e la “pratica” è avviata.
L’AUSILIARE. Il nome non è un problema. Non molto tempo fa il vescovo di Termoli-Larino monsignor Gianfranco De Luca (tra l’altro originario di Atri) aveva proposto alla Congregazione dei vescovi (passando naturalmente attraverso la Ceam, Conferenza episcopale Abruzzo-Molise) il nome di don Antonio D’Angelo – nato il 2 marzo 1971 a Castelmauro, in provincia di Campobasso, incardinato nella Diocesi di Termoli-Larino – come “potenziale” vescovo. Era, si badi bene, una proposta, delle tante che spesso restano nei cassetti vaticani a lungo, a volte per sempre. Il cardinale Petrocchi, che è presidente della Ceam, conosce bene don Antonio, attualmente rettore del seminario di Chieti (nominato anni fa dal vescovo di Chieti monsignor Bruno Forte) e dove di recente si sono formati due giovani sacerdoti aquilani, don Luca Capannolo e don Federico Palmerini. Scorrendo la lista dei potenziali nuovi vescovi, l’arcivescovo dell’Aquila non ha avuto dubbi: la scelta è don Antonio D’Angelo.
SEGRETO PONTIFICIO. Ieri mattina la sala stampa vaticana ha ufficializzato la notizia. Inciso: è la prima volta da 40 anni a questa parte che la diocesi è riuscita a tenere segrete all’esterno due notizie tanto importanti (molti sacerdoti le conoscevano da un paio di giorni). Contestualmente al Vaticano, la notizia della nomina del Vescovo ausiliare è stata data in videoconferenza dallo stesso Petrocchi ai suoi sacerdoti. Che cosa accade ora. Don Antonio D’Angelo prima di prendere “servizio” dev’essere nominato vescovo. La cerimonia potrebbe tenersi a settembre nella basilica di Collemaggio. In questo caso non ci sarebbe bisogno della successiva cerimonia di “ingresso” in diocesi. Se invece la cerimonia si dovesse svolgere a Termoli ce ne sarebbe bisogno di un’altra, di ingresso appunto, nella Chiesa aquilana. Tutto dovrebbe avvenire comunque entro settembre.
CHE SUCCEDE ORA. Va precisato che la nomina a vescovo ausiliare di don Antonio D’Angelo non prevede il diritto di successione. Però possono essere fatte delle ipotesi, se pure un po’ azzardate. Il cardinale Petrocchi compirà 75 anni il 19 agosto del 2023 e, a quel punto, dovrà presentare le dimissioni da arcivescovo. Il Papa potrebbe accettarle oppure concedere una proroga di uno o due anni. Al termine dell’Eventuale proroga l’ausiliare potrebbe subentrare – diventando arcivescovo a pieno titolo – visto tra l’altro che si tratta di un vescovo “giovane”, ha da poco compiuto 50 anni. Però va pure considerato che in qualsiasi momento Petrocchi potrebbe essere “chiamato” in Vaticano da Francesco. Ma questa è un’altra storia.
IL SALUTO DI PETROCCHI. «Carissimo don Antonio, anche a nome della Chiesa Aquilana ti rivolgo un cordiale saluto ed esprimo una corale riconoscenza al Signore che, tramite Papa Francesco, ti ha donato a noi come Vescovo ausiliare», ha detto il cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi. «Sappiamo che, negli ambienti in cui hai svolto il tuo ministero, vieni considerato un sacerdote esemplare, generoso e obbediente: costante e fedele nell’adempimento degli incarichi che ti sono stati conferiti. Ci è noto che assegni una stabile centralità alla preghiera liturgica e fai poggiare il tuo apostolato su una profonda vita spirituale. Curi con attenzione le relazioni fraterne e collaborative con gli altri Presbiteri; e persone autorevoli evidenziano che ti sei mosso sempre in convinta sintonia di mente e di cuore con i tuoi superiori. I campi pastorali a cui ti sei dedicato, con zelo ed efficacia evangelica, risultano ampi e articolati: dalle attività parrocchiali e vocazionali alle iniziative promosse come direttore della Caritas Diocesana. Hai dimostrato saggezza e competenza formativa come Rettore del Pontificio seminario regionale San Pio X di Chieti, ottenendo motivato apprezzamento e piena fiducia da parte dei Vescovi della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana. In sintesi, sei stimato come un autentico uomo di comunione, capace di contribuire alla vita sinodale della Chiesa e quindi alla sua missione nel mondo contemporaneo. L’Arcidiocesi aquilana crocifissa dal sisma ma anche, in forza della grazia, testimone di una crescente risurrezione ti dà un gioioso benvenuto e ti accoglie con un grande abbraccio nel Signore».