Il prefetto va in pensione «L’Aquila ora è rinata»

Il bilancio dei tre anni di attività del rappresentante territoriale del governo «Arriveranno ancora molti fondi pubblici e attireranno le mire dei malavitosi»
L’AQUILA. Lotta alle infiltrazioni mafiose nella ricostruzione, gestione delle emergenze derivanti dai cambiamenti climatici, messa in sicurezza sismica. Sono le priorità su cui, secondo il prefetto Giuseppe Linardi, lo Stato e gli enti locali dovranno continuare a mantenere alta l’attenzione e l’interesse nel prossimo futuro.
Linardi sabato lascerà L’Aquila per andare in pensione, dopo aver trascorso tre anni di lavoro e di vita nel capoluogo di regione colpito dal sisma. Un triennio incominciato nel 2017. Due settimane dopo l’insediamento di Linardi (il 2 gennaio 2017), il terremoto del 18 mise di nuovo in ginocchio l’Alta Valle dell’Aterno, nel contesto di un’ondata di maltempo che culminò nella tragedia di Rigopiano. Poi l’incidente dell’elicottero che si schiantò a Campo Felice e l’estate successiva, costellata d’incendi, come quello che sembrava indomabile sul Monte Morrone.
«Ho compreso che tra i problemi da affrontare non c’erano soltanto le infiltrazioni mafiose nella ricostruzione», ha detto Linardi nella sua conferenza stampa di commiato in prefettura, «ma anche le emergenze collegate al dissesto idrogeologico e ai cambiamenti climatici. Questa è una terra fragile».
Le infiltrazioni negli appalti, benché il processo della ricostruzione sia ormai a buon punto, sono sempre in agguato. «Ancora molti fondi pubblici arriveranno», ha spiegato Linardi, «e attireranno le mire dei malavitosi». Sono state 50 le interdittive antimafia emesse dal 2009 verso le imprese, l’ultima a primavera (il prefetto ne parlò davanti a centinaia di studenti dal palco di piazza Duomo il 21 marzo, nella “Giornata della memoria e dell’impegno” istituita da Libera). «Il ruolo della prefettura è quello di andare a controllare nei cantieri», ha detto. «Spesso si usano prestanome». Una vita nello Stato lunga 39 anni, quella di Linardi. «La mia carriera prefettizia nel ministero dell’Interno è cominciata nel 1981», ha ricordato, «sino al 2009 nel dipartimento della Pubblica sicurezza». Poi, prefetto della provincia di Grosseto proprio nel periodo del naufragio della nave Costa Concordia. «Un’esperienza che ha segnato la mia vita», ha detto. «Anche L’Aquila mi ha molto colpito, lascio una città che vedo rinata». Il governo nominerà il nuovo prefetto probabilmente già nel prossimo Consiglio dei ministri, «perché», ha sottolineato Linardi, «lo Stato sa che il territorio aquilano non può restare troppo a lungo senza un prefetto». Le attività saranno portate avanti dalla vicaria Malgari Trematerra, ieri a fianco al prefetto insieme a Franca Ferraro, capo di gabinetto. Il sindaco Pierluigi Biondi ha espresso gratitudine per «l’encomiabile lavoro svolto dal prefetto a tutela dell’ordine pubblico».
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