Il Premio Carusi al tema poetico di Valentina Marcanio

14 Dicembre 2016

Celano, secondo posto per Pietroiusti, terza Iacutone Lo scrittore Buttafuoco si dice colpito dai lavori dei ragazzi

CELANO. Un concorso che riesce ogni anno a trasmettere un messaggio ricco di valori legati alla salvaguardia delle proprie radici, segno di una vitalità che si rinnova e di un interesse che va sempre crescendo. Il concorso “Francesco Carusi”, diventato maggiorenne, vede ogni anno partecipare con entusiasmo gli studenti della scuola “Tommaso da Celano”. Dedicato all’indimenticabile preside e sindaco di Celano, mette a disposizione dei ragazzi borse di studio da 500, 300 e 200 euro ciascuna. Quest’anno ha vinto Valentina Marcanio, secondo posto per Riccardo Pietroiusti, terzo per Erika Iacutone. Gli altri partecipanti, tutti ragazzi che lo scorso giugno hanno conseguito la licenza media con il voto minimo di 9, erano Carlo Marchetti, Michela Montagliani, Chiara Ramunno, Chiara Ranalletta e Veronica Ranalletta. Il tema della vincitrice è stato definito dalla commissione «un viaggio tutto di poesia», incentrato sulle bellezze di Celano. La giuria era composta da Elisabetta Longhini Carusi (presidente), Pina Mascitti (segretaria), Pietrangelo Buttafuoco, l’onorevole Giancarlo Cantelmi, Eliana Morgante, assessore comunale alla Cultura, Domenico Ranieri, caposervizio della redazione dell’Aquila del Centro, Alfa Colaprete, dirigente dell’associazione anziani, e Maria Mascitti, delegata della preside Vincenza Medina. All’auditorium è arrivato anche un ospite d’onore quest’anno: Pietrangelo Buttafuoco, anche lui uno dei giurati. Lo scrittore e giornalista ha lavorato per diverse testate e attualmente collabora con La7 nella trasmissione “Faccia a Faccia” di Giovanni Minoli. «Il primo diritto è il dovere», ha affermato Buttafuoco, «il diritto è qualcosa che si deve avere, il dovere è qualcosa che si deve fare. Ma il primo dei diritti è il dovere di rispettare ciascuno la propria dignità di persona, di essere umano. Avere consapevolezza di se stessi e quindi capire cos’è crescere». Presente alla cerimonia anche il figlio del preside, il musicista internazionale Nazzareno Carusi, con a fianco la sorella Amina. «I ragazzi hanno messo a frutto il loro talento e hanno dato seguito alla loro capacità», ha commentato Carusi, «Ciascuno di loro ha messo a frutto i talenti ricevuti. Volere non è solo potere, c’è una bellezza in tutto questo. Volere è dovere e dovere è volere». Emozionante il ricordo della presidente Longhini, moglie di Carusi, per la quale il dirigente scolastico era «una persona severa come preside che però manca molto ai ragazzi».

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