Il “ritorno” dell’antica cattedrale luogo della memoria di Avezzano

Una riqualificazione da 170mila euro dell’area di San Bartolomeo, il Comune affida il progetto La Collegiata fu distrutta dal terremoto. In futuro sarà collegata con Parco Torlonia e castello Orsini
AVEZZANO. Ci sarà una riqualificazione di piazza San Bartolomeo, luogo della memoria, simbolo della città devastata dal terremoto del 13 gennaio 1915. E al tempo stesso si getteranno le basi per un più ampio progetto che vedrà l’antica cattedrale (oggi sono visibili alcuni ruderi accanto a un monumento) più vicina al castello Orsini e al Parco Torlonia.
Con la riqualificazione, l’amministrazione comunale intende dare alla città «un luogo identitario e della memoria», oggi totalmente in abbandono (ci furono molte le polemiche in occasione del Centenario del sisma del 1915).
L’intervento è suddiviso in due fasi: la prima riguarda appunto la riqualificazione della Collegiata e della piazza di San Bartolomeo per 170mila euro, già disponibili, che ha visto l’affidamento per la progettazione esecutiva alla società AX1. La seconda fase, invece, coincide con uno studio di fattibilità per collegare l’intero complesso storico cittadino. Si tratta di una prima pietra per realizzare l’ambizioso sogno del sindaco (sospeso) di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, ovvero il «parco urbano più grande d’Abruzzo, come luogo identitario che poggia sulle radici e guarda al futuro».
La prima parte dell’intervento di riqualificazione di piazza San Bartolomeo muove i primi passi proprio da un progetto di recupero messo in cantiere dalla prima amministrazione Di Pangrazio e dovrebbe passare alla fase esecutiva in autunno. Mentre lo studio di fattibilità per l’interconnessione con il castello Orsini e il parco Torlonia farà da apripista alla ricerca di finanziamenti per il parco urbano di Avezzano.
«Questo ambizioso e qualificante progetto di riqualificazione della Collegiata di San Bartolomeo interconnesso con il castello Orsini e il Parco Torlonia, in linea con programma di mandato», sottolinea l’assessore all’istruzione e alle aree archeologiche, Patrizia Gallese, «è finalizzato a creare un unicum del patrimonio storico, finora non adeguatamente valorizzato. L’obiettivo è quello di dare agli avezzanesi – e non solo – una location d’eccezione per spettacoli, eventi, mostre, convegni o, semplicemente, per una passeggiata attraverso la storia della nostra bella città».
La Collegiata era il principale edificio religioso di Avezzano. La chiesa andò distrutta a seguito del terremoto del 13 gennaio 1915 che rase al suolo Avezzano e diversi comuni del circondario causando oltre 30mila morti.
Edificata intorno al IX-X secolo, forse sui resti di un preesistente tempio dedicato al dio Giano come riporta lo storico Muzio Febonio nell’opera Historiae Marsorum, venne elevata a Collegiata nel 1527. Successivamente, per volontà del cardinale Marcantonio Colonna, divenne punto di riferimento delle suore trinitarie. Il cardinale affidò alla nascente comunità religiosa l'educazione delle ragazze meno abbienti del feudo di Avezzano. La fondatrice dell’istituto religioso fu madre Maria Teresa Cucchiari. Nel 1801 la religiosa fu sepolta proprio nell’edificio sacro, le sue spoglie, recuperate nel 2018 durante una campagna di scavi, oggi riposano nella chiesa di San Giovanni. La traslazione è avvenuta domenica scorsa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

