Il sindaco vieta l’ingresso nelle abitazioni fatiscenti

Pratola Peligna, si tratta di case vuote che vengono utilizzate temporaneamente Di Nino: «Difficile individuare i titolari degli immobili abbandonati da decenni»
PRATOLA PELIGNA. Un’ordinanza per vietare l’uso di abitazioni che non presentano idonee condizioni igienico- sanitarie è stata emessa dal sindaco di Pratola Peligna, Antonella Di Nino.
L’intervento, comunicato anche alla polizia municipale, interessa alcune case che si trovano nel quartiere della Schiavonia utilizzate a scopo abitativo da parte di alcuni residenti pur non avendo i requisiti di legge. L’iniziativa, oltre al divieto, prevede anche l’immediato intervento igienico-sanitario da parte degli enti competenti per cercare di puntare all’eliminazione dei pericoli. «Dobbiamo tutelare l’incolumità dei nostri residenti», ha detto il primo cittadino. «Ho firmato l’ordinanza perché ci sono situazioni a rischio caratterizzate dall’uso a scopo abitativo di alcune costruzioni fatiscenti che non hanno i requisiti igienici e sanitari per poter ospitare le persone anche se in modo temporaneo. Con questa nuova iniziativa stiamo dando un ulteriore impulso alla lotta verso il degrado del nostro centro storico». Inoltre, alcune parti dei palazzi fatiscenti della zona della Schiavonia sono utilizzate per realizzare rimesse di alimenti poco custodite e per questo spesso in grado di attirare nell’area animali selvatici. L’ordinanza, quindi, punta a evitare che proprio l’improprio uso delle case abbandonate possa contribuire ad aumentare il degrado in un’area già finita al centro dell’agenda amministrativa. Infatti, il quartiere che fa parte dell’area di espansione sviluppatasi intorno al 1800 presenta un’elevata percentuale di case disabitate da oltre 20 anni che sono in condizioni di degrado. A decretare l’abbandono del quartiere sono stati le ondate migratorie che, così come a Pratola, hanno interessato anche diversi centri del circondario della Valle Peligna. «Ci sono diverse difficoltà che impediscono di poter facilmente risalire all’individuazione dei proprietari degli immobili che in molti casi sono emigrati e non sono più tornati a Pratola», ha concluso il sindaco. «Come amministrazione confidiamo anche in un deciso sostegno da parte di quei pochi residenti che si espongono a rischi utilizzando case non idonee». Di recente, proprio per cercare dare una svolta all’impegno per il recupero del disabitato, è stato anche fatto uno studio che ha messo in evidenza come in tutto il tessuto urbano del centro peligno ci siano oltre 600 case abbandonate per migliaia di metri quadrati di territorio. Inoltre, circa 90 residenze sono ormai così degradate che rischiano di crollare. Alcune di queste si trovano alla Schiavonia, ma situazioni di grave rischio si registrano anche in altre zone.
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