Illegittimo il licenziamento del “furbetto del cartellino”

Il tribunale dà ragione a Pezzella, dovrà ottenere un risarcimento dal Comune Il suo legale: «Il provvedimento fu frettoloso, grave la sanzione disciplinare»
SULMONA. Era stato il provvedimento disciplinare più pesante adottato nei confronti di un dipendente nella vicenda che ha visto sotto inchiesta gran parte del personale in servizio al Comune di Sulmona.
Ora il tribunale rimette tutto in discussione.
Perché secondo il giudice fu illegittimo il licenziamento deciso nei confronti dell’usciere Stefano Pezzella, finito insieme a 48 dipendenti nel calderone dell’inchiesta dei cosiddetti “furbetti del cartellino”.
Con ordinanza emessa ieri il Tribunale ha dichiarato l’illegittimità dell’atto dell’Ufficio provvedimenti disciplinari del Comune di Sulmona, datato 26 marzo 2019. Con la stessa ordinanza il Tribunale ha condannato il Comune di Sulmona, in persona del legale rappresentante pro tempore, a corrispondere, in favore del dipendente, a titolo di risarcimento del danno, un’indennità commisurata all’ultima retribuzione mensile globale di fatto, calcolata dal giorno del licenziamento sino a quello del collocamento in pensione dello stesso Pezzella, oltre ad interessi legali sui singoli crediti dalla maturazione sino al saldo, nonché al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali dal giorno del licenziamento a quello di effettiva reintegra. Infine, il Comune dovrà rifondere, in favore del ricorrente, le spese del giudizio, liquidate in 4.500 euro.
«Il Comune di Sulmona volendo dare un significato politico alla cosiddetta vicenda dei furbetti del cartellino», afferma l’avvocato Alberto Paolini, che ha assistito Pezzella, «è stato troppo frettoloso e pesante nell’assumere la forma più grave dell’azione disciplinare. L’auspicio è che anche gli altri dipendenti sanzionati, impugnino il provvedimento disciplinare perché emesso fuori termine da un dirigente che, dopo il suo insediamento a Palazzo San Francesco, evidentemente non si è reso conto che si trattata di un atto arrivato fuori tempo massimo». Resta però aperto il procedimento penale in cui Pezzella è imputato insieme ad altri quattro dipendenti per truffa ai danni dello Stato.
La prossima udienza si terrà il 13 maggio. L’inchiesta sui cosiddetti “furbetti del cartellino”, che aveva travolto il Comune di Sulmona nel 2016, continua a riservare clamorose sorprese. L’indagine della Finanza aveva fatto scalpore a livello nazionale. Vicenda che ha avuto strascichi anche di fronte alla Corte dei Conti. Di fronte ai giudici contabili Pezzella è stato condannato al risarcimento di settemila euro. Sentenza impugnata dall’avvocato Paolini, davanti alla Corte dei Conti sezione di Roma. La Corte dei Conti aveva emesso sette condannati e undici proscioglimenti.

