Indennità revocata alla giovane disabile La mamma: «Combatterò fino alla fine»
«Sono pronta ad andare fino in fondo per garantire un futuro a mia figlia e farla stare bene». Non vuole arrendersi la mamma della 25enne sulmonese con disabilità a cui è stata revocata l’indennità...
«Sono pronta ad andare fino in fondo per garantire un futuro a mia figlia e farla stare bene». Non vuole arrendersi la mamma della 25enne sulmonese con disabilità a cui è stata revocata l’indennità di accompagnamento dall’Inps.
«Combatterò fino alla fine, con tutte le forze che ho, per assicurare un futuro a mia figlia e farla stare bene», aggiunge la mamma, «l’errore è che si pensa solo ad oggi. Se mi succede qualcosa come vivrà mia figlia? L’Inps giustificasse la sua scelta e fornisse le sue motivazioni. Io noto che mia figlia sta peggiorando e non è capace di compiere gli atti quotidiani della vita».
La 25enne sulmonese, affetta da ritardo mentale con sindrome genetica, ha iniziato la sua battaglia legale per la sopravvivenza, che lunedì è approdata in tribunale. Seguita dall’avvocato Catia Puglielli, la ragazza chiede al giudice di tornare a godere della mensilità di accompagnamento. «Se il giudice deciderà che mia figlia non ha diritto all’indennità io non mi fermerò e andrò avanti finchè posso», chiosa la mamma. Nell’udienza il giudice si è riservato la decisione sull’opportunità di commissionare una nuova perizia tecnica, nonostante l’accertamento preventivo del medico legale assegnato al caso abbia già certificato la necessità di riassegnazione dell’accompagnamento. (f.p.)

