«Io maschilista? Una bugia È venuta meno la fiducia»

19 Febbraio 2019

Biondi raduna la giunta e affronta il caso-Di Cosimo: «Sentirò presto i partiti» «Rispetto le donne, e le temo anche, ma con l’ex assessore il discorso è chiuso»

L’AQUILA. Una giunta d’urgenza per rimettere insieme i pezzi del centrodestra. E chiudere il caso-Di Cosimo. Tra gente con le valigie per l’Emiciclo, gente che torna a casa, gente con la valigetta per passare dalla giunta al consiglio comunale, Pierluigi Biondi non vuole che i suoi fedelissimi siano pochi – e male armati – come la sgangherata guardia nobile di Pio VII nel Marchese del Grillo.
MASCHILISTA NO. «Quello che dovevo dire l’ho detto nel comunicato stampa», dice il sindaco, reduce dall’influenza. «Incontrato il gruppo di riferimento dell’ex assessore, ho ribadito le valide motivazioni per la revoca delle deleghe. All’esito ho chiesto al gruppo di fare un comunicato stampa (articolo a fianco, ndr) perché non ci siano malintesi. Non sono maschilista. E non vado in giro a fare le risse».
SOBRIETÀ. Se Di Cosimo, nell’intervista al Centro, ha ironizzato sulla “sobrietà” richiesta per stare in giunta, la replica non si fa attendere. «Quell’episodio c’è stato perché mi hanno accusato di rovinare L’Aquila e la mia reazione è stata quella, mica vado a fare le risse di piazza per gli sguardi storti oppure i diritti di precedenza, eppoi comunque là si vede chiaramente dai video quello che è successo: aggredito, mi sono solamente difeso. Sarò poco evangelico rispetto al porgere l’altra guancia, ma chi mi conosce bene sa che tipo pacifico sia io. Maschilista io? Sono vissuto in una famiglia matriarcale: a casa comandava mia nonna, e sono stato cresciuto circondato dall’amore delle zie. Quindi le donne, anche per l’educazione ricevuta, non solo le rispetto, ma financo le temo. L’accusa la respingo al mittente, e neanche bisogna introdurre elementi psicologici o antropologici su questioni che hanno solamente a che fare con temi politici e amministrativi».
CONSONANZE. Poi Biondi torna sui “comportamenti non consoni”. «L’espressione si riferisce al ruolo di assessore. Vi sono comportamenti che, se accolti e ritenuti legittimi in alcuni ambiti, non lo sono nell’ambito dello stile politico. Parlo non a caso di consoni al ruolo politico, mica all’essere uomo o donna o al genere umano. È normale che gettare la carta per terra è grave se sei cittadino qualunque, gravissimo se sei amministratore pubblico. Bestemmiare è volgare se sei cittadino comune e intollerabile se sei amministratore pubblico: esempi, questi, per nulla attinenti al caso in questione».
«NON TEMO RICORSI». «L’incarico di assessore è fiduciario», argomenta Biondi. «Io posso rimuovere un assessore a prescindere. Non è la leva obbligatoria che ti chiamano e parti. Non devi fare l’assessore per forza, per questo si parla di delega, la titolarità è in capo al sindaco che poi delega le singole persone. Non temo ricorsi. Il rimpasto? Farò un rapido giro coi partiti perché serve un rilancio dell’attività amministrativa e non mi accontenterò di far diventare la giunta una camera di compensazione dei partiti perché gli stessi ne risentirebbero. Con l’ex assessore, dopo le ultime dichiarazioni, non ci sono margini di comunicazione come riconosce lei stessa. Le accuse di essere un maschilista rissaiolo e invidioso sono false: sono difetti che non mi appartengono. Ne ho mille altri, ma questi no. Sul diverbio tra l’ex assessore e la sua collaboratrice non ho nulla da dire».
MIA MARTINI E PANTANI. Di Cosimo su Facebook rilancia: «La calunnia dilania il cuore delle persone, logora le esistenze, svuota le anime e le porta alla morte. Io di certo non farò la fine di Mia Martini o di Marco Pantani. Non mi lascerò morire dentro casa...quando una ha la coscienza a posto ha la calma e la tranquillità per difendersi».
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