L’Ance: serve una norma per sostituire l’abitazione demolita con una già pronta

Le proposte non finiscono qui. C’è un altro problema da affrontare: un patrimonio immobiliare che, all’Aquila, risulta sovradimensionato. L’Associazione dei costruttori lancia una proposta: lavorare...
Le proposte non finiscono qui. C’è un altro problema da affrontare: un patrimonio immobiliare che, all’Aquila, risulta sovradimensionato. L’Associazione dei costruttori lancia una proposta: lavorare alla stesura di una nuova norma che preveda la possibilità, per chi deve demolire e ricostruire, di acquistare abitazioni nuove già pronte.
«Il meccanismo perverso delle case equivalenti non è del tutto interrotto», spiega Francesco Laurini, delegato Ance al tema della ricostruzione, «assodato che non si potrà più acquistare altrove, resta il nodo della demolizione e ricostruzione. All’Aquila ci sono troppe case sfitte, non abitate. La maggior parte è di nuova realizzazione o ristrutturata con metodi antisismici. Sarebbe opportuno che gli aquilani chiamati a sostituire l’abitazione demolita possano scegliere sulla base dell’offerta preesistente». Una proposta che rischia di dividere la città. Da una parte i costruttori, che puntano a rivitalizzare il mercato immobiliare, dall’altra gli aquilani che invocano totale libertà di scelta. «Alcune proposte emerse negli ultimi tempi», incalza Laurini, «vanno nella direzione di agevolare chi affitterà a prezzi più contenuti. All’Aquila si è generato un modello economico che spinge verso il basso l’offerta abitativa: pensiamo agli alloggi Map e al progetto Case. Dobbiamo lavorare sinergicamente per fare in modo che il patrimonio immobiliare esistente, di grande qualità, diventi una risorsa per il territorio e non venga svilito dalla grande disponibilità di alloggi, che condizionano il mercato. Evitando anche che, chi ha avuto la casa demolita, debba attendere due anni per rientrare nella propria abitazione». (m.p.)

