L'Aquila, il Pdl candida Properzi a sindaco

Prima uscita pubblica per l'urbanista, il centrodestra resta diviso

L'AQUILA. «Ringrazio il Pdl, che è un grande partito, per l'adesione al mio progetto. Altre forze politiche stanno facendo lo stesso». Pierluigi Properzi si presenta alla città come candidato sindaco della lista civica "Domani L'Aquila", ma anche del Popolo della libertà. E da Roma, per ora, non arrivano veti.

L'architetto Properzi fa il suo primo bagno di folla da candidato sindaco nella veste che gli è più congeniale, e cioè quella dell'urbanista.

Look minimal, con pullover blu alla Marchionne, e discorso pacato, condito di tecnicismi, ma fatto con il cuore in mano. In sala, nella sede dell'Ance, ci sono familiari, amici e simpatizzanti che vengono del mondo professionale cittadino. Pochi i politici.

Non manca una rappresentanza del Pdl, con il coordinatore provinciale Alfonso Magliocco, l'assessore regionale Gianfranco Giuliante, l'assessore provinciale Guido Quintino Liris, e Salvatore Santangelo.

«Sono qui», dice Giuliante, «per confermare l'appoggio del nostro partito a Properzi, deciso dall'esecutivo provinciale. Abbiamo indicato questo percorso e finora, da Roma, non sono arrivati ostacoli».

Il riferimento è alla ratifica ufficiale della candidatura del professor Properzi da parte del segretario nazionale Angelino Alfano, che non è stata ancora comunicata.

Non ci sono uomini di Futuro e libertà, l'altro partito che secondo il Pdl dovrebbe dare la sua adesione: ma Properzi include nei suoi ringraziamenti altre forze politiche, non ancora uscite allo scoperto. Tra i presenti, si notano gli ex amministratori Alberto Mazzocco e Stefano Vittorini, la dottoressa Sabrina Cicogna, che l'altro giorno ha lasciato La Destra in polemica con i vertici del partito, il padrone di casa, il presidente dei costruttori Gianni Frattale.

Il primo applauso, l'architetto lo strappa quando parla del suo primo obiettivo da futuro sindaco: ridurre e semplificare gli atti amministrativi, «riportarli alla normalità», rispetto al caos generato nel dopo terremoto. Properzi sceglie un modus operandi fuori dagli schemi e poco "politico", per presentarsi: una lunga e incalzante intervista in piedi, durante la quale compare spesso la parola ricostruzione e che si apre con un inno alla felicità, «di cui all'Aquila si è perso il senso e che dovrebbe essere invece il motore delle azioni di qualsiasi amministrazione».

Il tono del discorso si mantiene sempre equilibrato e non sfuggono dalla bocca dell'urbanista critiche o attacchi nei confronti degli avversari alle prossime amministrative, sulla cui identità, nonostante il numero dei candidati, Properzi ha le idee chiare: «Sono molto realistico», dice, «e ammetto che si tratta di due persone di qualità. Li conosciamo bene, sappiamo come sono fatti, gli elettori dovranno confrontare i diversi stili di governo.
Quello di Massimo Cialente è noto, un po' meno quello di Giorgio De Matteis».

In un altro passaggio, però, a proposito di De Matteis commenta: «Potrebbe essere uno splendido alleato del futuro sindaco della città».

In realtà quella di ieri non è stata una vera e propria presentazione del suo programma elettorale, che sarà disponibile on line a partire da lunedì, sotto forma di sei cantieri tematici e territoriali.

Il termine cantiere non è scelto a caso: si tratta di un piano in fieri, che Properzi intende costruire con la massima partecipazione e condivisione.

Ha in mente un'idea di città, «quella attuale, decomposta in due forma urbane, a est e ovest, è brutta», e crede che, accanto alla ricostruzione del centro storico, «si debba alzare anche la qualità della vita nei luoghi dove c'è la gente, in particolare nella periferia che si allunga dal quartiere Torrione fino a Pettino».

«La mia discesa in campo non è stata una scelta facile, sono un uomo tranquillo e felice, che decide all'improvviso di mettersi in gioco, non sperando in una carriera politica. Potevo starmene sereno, con la mia famiglia. Ci ho messo la faccia, chi mi conosce sa che sono un po' snob e riservato, per questo chiedo aiuto a voi e metto a disposizione della città la mia competenza».

Nessun cenno allo scontro in atto nel centrodestra, dove finora sono annunciati ben cinque candidati sindaco, e alle lacerazioni provocate dalla cancellazione delle primarie. E nulla sul ventilato sostegno di Fli che, però, all'Aquila fa capo a Enrico Verini, uno dei candidati già in pista. Una situazione intricata, tanto più che nel Pdl c'è chi continua a premere per il sostegno a De Matteis e a sollecitare l'intervento dei vertici nazionali.

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