L'Aquila, ospedale: il materno-infantile torna nella sua sede

9 Dicembre 2015

Dal 14 al 18 dicembre prima il reparto di Ostetricia e poi quello di Neonatologia torneranno nel Delta chirurgico del San Salvatore e avranno tre sale parto e 22 posti letto con assistenza di terzo livello

L'AQUILA. Ostetricia e Neonatologia dell'ospedale dell'Aquila, originario "tetto" ante-sisma, porta da una a tre il numero di sale parto (dotate di decori e arredi confortevoli), aumentando la dotazione di posti letto, da 16 a 22, e mantenendo l'assistenza di terzo livello (la più alta) per parti prematuri. Dal 14 al 18 dicembre prossimo prima il reparto di Ostetricia e subito dopo quello di Neonatologia rientreranno nel Delta chirurgico (primo piano) per rioccupare il posto che avevano prima del sisma del 6 aprile 2009, all'interno delle mura dell'ospedale. Il calendario del trasloco è ormai definito ma va messa nel conto la possibilità che le operazioni di spostamento, molto impegnative, si possano protrarre di qualche giorno rispetto alla date fissate. Nel Delta chirurgico, peraltro, sono già rientrati molti dei reparti costretti a 'emigrarè dopo il terremoto e quindi il mosaico definitivo dei trasferimenti si va gradualmente componendo. Il ritorno a 'casà del Polo materno-infantile permetterà di aumentare la qualità delle cure, in particolare la gestione dei parti prematuri già dalla 23esima settimana. Sono oltre 100 i casi di bebè prematuri che Neonatologia diretta da Sandra Di Fabio, tratta ogni anno in stretta sinergia col reparto di ostetricia e ginecologia, guidato dal professor Gaspare Carta. Saranno ambienti-nascita chic perché dotati di letti tondi e decori raffinati, come la riproduzione di cieli, sulla testa della partoriente, solcati da batuffoli di nubi e striati da deliziose fantasie multicolori. Intanto, a poco più di un anno dalla sua attivazione ha incassato l'alto gradimento delle partorienti il parto in acqua, un servizio di nicchia che ostetricia offre in aggiunta alle ordinarie prestazioni. La nascita nel liquido, attivata al San Salvatore nell'ottobre del 2014, da allora è stata scelta da oltre 100 donne, cioè il 10% dei parti annui, di cui il 20%, su partorienti residenti in altre Asl abruzzesi (soprattutto Pescara e Chieti) e Lazio (Sora e altri centri della provincia di Frosinone).