L’Aquila si mobilita per l’italo-palestinese prigioniero in Israele
Anche L’Aquila si mobilita per Khaled Al Qaisi, e non a caso. Francesca Antinucci, la moglie dell’italo-palestinese tratto in arresto dalle autorità israeliane il 31 agosto scorso, e attualmente...
Anche L’Aquila si mobilita per Khaled Al Qaisi, e non a caso. Francesca Antinucci, la moglie dell’italo-palestinese tratto in arresto dalle autorità israeliane il 31 agosto scorso, e attualmente detenuto nel carcere di Petah Tikwa, senza che sia stata ancora formalizzata alcuna accusa a suo carico, è infatti legata per motivi di parentela con il capoluogo abruzzese, e più precisamente con la frazione di Tempera.
La donna è originaria di Campobasso e la notte del 6 aprile 2009 era stata tra le prime a mobilitarsi in soccorso degli aquilani colpiti dal sisma. E anche successivamente si era prodigata organizzando una raccolta fondi in Molise in favore dei terremotati abruzzesi.
Oggi, alle 11 saranno invece gli aquilani a mobilitarsi per lei e la sua famiglia, dando vita a un sit-in davanti alla prefettura per chiedere che venga fatta luce su un caso che ricorda da vicino la vicenda di Patrick Zaki, lo studente dell’università di Bologna recentemente rilasciato dalle autorità egiziane dopo due anni di prigionia.
«Per rompere il silenzio che avvolge la vicenda di Khaled in tutta Italia si svolgeranno dei sit-in sotto le sedi di tutte le più importanti reti televisive o in luoghi significativi. All’Aquila il sit-in è previsto davanti la prefettura, in corso Federico II» ha dichiarato Liduina Cordisco, la referente aquilana del comitato Free Khaled, invitando tutta la cittadinanza a partecipare.
La donna è originaria di Campobasso e la notte del 6 aprile 2009 era stata tra le prime a mobilitarsi in soccorso degli aquilani colpiti dal sisma. E anche successivamente si era prodigata organizzando una raccolta fondi in Molise in favore dei terremotati abruzzesi.
Oggi, alle 11 saranno invece gli aquilani a mobilitarsi per lei e la sua famiglia, dando vita a un sit-in davanti alla prefettura per chiedere che venga fatta luce su un caso che ricorda da vicino la vicenda di Patrick Zaki, lo studente dell’università di Bologna recentemente rilasciato dalle autorità egiziane dopo due anni di prigionia.
«Per rompere il silenzio che avvolge la vicenda di Khaled in tutta Italia si svolgeranno dei sit-in sotto le sedi di tutte le più importanti reti televisive o in luoghi significativi. All’Aquila il sit-in è previsto davanti la prefettura, in corso Federico II» ha dichiarato Liduina Cordisco, la referente aquilana del comitato Free Khaled, invitando tutta la cittadinanza a partecipare.

