L’opposizione: alloggi dati senza bando alle associazioni

L’AQUILA. «Sono lontani i tempi in cui gli attuali amministratori comunali aizzavano i residenti del progetto Case contro l’allora giunta. Dal loro insediamento però nulla è cambiato, tantomeno la...
L’AQUILA. «Sono lontani i tempi in cui gli attuali amministratori comunali aizzavano i residenti del progetto Case contro l’allora giunta. Dal loro insediamento però nulla è cambiato, tantomeno la considerazione che sempre hanno avuto di questo patrimonio, ovvero uno strumento da utilizzare per costruire consenso elettorale, prima a capo delle rivolte e oggi per assecondare le esigenze di spazi da parte delle associazioni in cambio di un sostegno elettorale». Ad affermarlo sono i capigruppo consiliariPaolo Romano (Passo possibile), Stefano Palumbo (Pd) e Giustino Masciocco (Democratici e progressisti) che aggiungono: «Questo viene da pensare leggendo la delibera del 27/12/2018 con la quale si demanda al settore Bilancio l’istruttoria delle richieste pervenute e l’assegnazione di circa 40 alloggi Case e Map ad altrettante associazioni senza aver espletato alcun bando. Tra le richieste, pervenute al Comune evidentemente tramite passaparola in mancanza di una procedura di evidenza pubblica, non possono non notarsi nomi di consiglieri comunali in carica e collaboratori riferibili al vicesindaco. Le preferenze inserite per la richiesta di alloggi in qualche caso riguardano il centro o i quartiere limitrofi, zone dove la mancanza di alloggi provvisori farebbe pensare a richieste di quelle abitazioni equivalenti entrate nel patrimonio dell’Ente. Viene da chiedersi come mai per i 320 alloggi assegnati ad uso abitativo si è dovuto fare un bando, mentre per le associazioni si proceda ad assegnazioni dirette. E per tutte le altre realtà associative che ne avessero bisogno ci sarà da attendere le prossime elezioni? Singolare infine come il sindaco strepiti sulla nomina del direttore Ater con regolare bando, quando egli utilizza metodologie di gran lunga più opache e, sotto elezioni, preoccupanti».
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