L’ospedale attiva la riabilitazione Covid

26 Aprile 2020

Previsto un percorso per pazienti colpiti dal virus e guariti clinicamente, ma in attesa di pieno recupero

L’AQUILA. Attivata all’Aquila la riabilitazione Covid: nell’ambito del reparto di Medicina riabilitativa dell’ospedale San Salvatore è entrato in funzione un percorso specifico per i pazienti colpiti dal virus guariti clinicamente, ma che devono riprendersi fisicamente perché fortemente debilitati dalla malattia.
Nel programma, i vertici dell’Asl provinciale hanno inserito anche il presidio territoriale assistenziale di Pescina e la riabilitazione di Tagliacozzo, che accoglieranno pazienti negativi.
Ad annunciare l'iniziativa nell’ambito dell’emergenza Covid è il direttore sanitario dell’Asl provinciale dell’Aquila, Simonetta Santini.
Nel capoluogo regionale i posti letto sono per ora dieci, estendibili fino a 40. «Si tratta di pazienti che successivamente al ricovero in Terapia intensiva, Malattie infettive, Pneumologia o Medicina Covid, necessitano di un intervento di riabilitazione che li accompagni fino alla completa guarigione clinica», spiega la dottoressa Santini. «È un ulteriore tassello che si aggiunge agli sforzi messi in campo dall’Asl 1 per fronteggiare l’emergenza Coronavirus e va nella direzione di pianificare gli interventi successivi all’assistenza acuta in un’ottica di razionalizzare le risorse, spostando l’attenzione alla delicata fase di graduale ripresa delle attività sanitarie programmate».
Il reparto di Medicina riabilitativa è diretto dal dottor Giorgio Spacca. Nella divisione Covid saranno impiegati il dottor Antonio Barrucci, specialista fisiatra, e il dottor Giovanni Tresca, fisioterapista.
«I pazienti che necessitano di riabilitazione sono prevalentemente anziani da accompagnare al recupero della loro autosufficienza anche per periodi piuttosto lunghi e l’individuazione di un percorso assistenziale specifico servirà a decongestionare i reparti per acuti impegnati nella lotta al Covid, che potranno, in caso di necessità, accogliere nuovi pazienti sintomatici» continua Santini. «In tale ottica, anche le strutture di Pescina e Tagliacozzo sono disponibili ad accogliere pazienti negativi che hanno completato il percorso ospedaliero, ma non hanno ancora riacquistato la completa autosufficienza», conclude Santini.
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