L’ospedale esce dall’emergenza e riapre i reparti delle Chirurgie

Stop agli accorpamenti: anche Ortopedia, Urologia e Otorino vanno verso il ritorno alla normalità Per fronteggiare la pandemia sono stati assunti in provincia 212 infermieri, di cui cento già stabilizzati
AVEZZANO. L’ospedale di Avezzano esce dall’emergenza e riapre i reparti di Chirurgia generale e vascolare. La fase più critica per la struttura sanitaria della città sembra essere superata. Per questo il manager Roberto Testa, oltre ad aver predisposto la riapertura delle due unità operative, sta già riorganizzando il ritorno alla normalità di Ortopedia, Urologia e Otorino.
ACCORPAMENTI SUPERATI. Le forze dell’intera rete ospedaliera negli ultimi mesi sono dovute convergere per far fronte alla pandemia che ha colpito profondamente Avezzano e la Marsica. L’Asl ha dovuto predisporre un piano per far fronte alla richiesta quotidiana del territorio accorpando interi reparti e creando degli spazi per accogliere i pazienti Covid e non.
Ora però che la situazione va pian piano migliorando i vertici dell’azienda sanitaria locale si sono messi a tavolino per invertire la tendenza. L’accorpamento di Chirurgia generale con la vascolare, che era stato necessario nei mesi scorsi per ottimizzare al meglio il personale infermieristico e fronteggiare l’emergenza, è stato superato. Le due unità operative hanno recuperato le rispettive “identità” di spazi e personale, tornando alle loro distinte funzioni. Gli utenti potranno così tornare a usufruire dei reparti e il personale infermieristico non sarà più esposto a cambiamenti logistici causati dalla Covid.
RIPARTONO I REPARTI. Il piano preparato dall’Asl prevede il ritorno alla sua autonomia già a partire dai prossimi giorni anche di Ortopedia, Urologia e Otorino. Questo percorso di ripartenza sarà possibile grazie alla chiusura imminente di Malattie infettive 3, il modulo aggiuntivo della specialità che era stato introdotto durante i picchi della pandemia. Le unità operative torneranno quindi alla normalità puntando ad offrire l’adeguata risposta alla domanda dei pazienti marsicani.
NUOVI INFERMIERI. Sempre a causa dell’emergenza Covid nei mesi scorsi, per tenere testa alla violenta ondata della pandemia, il servizio delle professioni infermieristiche, diretto da Adriana Pignatelli, ha dovuto gestire il personale cercando di “spalmarlo” non solo all’interno dell’ospedale ma anche sul territorio, a cominciare dalle Usca, le unità assistenziali che visitano a domicilio dei malati di Covid. Per ovviare a tutte queste difficoltà, che hanno riguardato sia Avezzano sia gli ospedali dell’Aquila, Sulmona, e Castel di Sangro, è stato necessario immettere nuovo personale in tutta la provincia. Sono stati assunti 212 infermieri, di cui 100 già in servizio e per l’occasione stabilizzati. Nelle prossime settimane l'azienda provvederà a reclutare altri 52 infermieri.
«L’intento», ha commentato il manager dell’Asl, «è uscire prima possibile dall’emergenza e riportare gli ospedali agli standard assistenziali precedenti al fine di restituire la necessaria attenzione a tutte le altre patologie e, sul territorio, ridare vigore agli screening della prevenzione e alle attività di diagnosi».
RETE OSPEDALIERA. Intanto nei giorni scorsi, nell’ambito di un incontro che si è svolto al Comune di Avezzano per discutere della bozza elaborata dalla Regione per la riorganizzazione dei servizi sui territori è stato definito il via libera all’inquadramento di Ortopedia come unità operativa complessa, Radiologia interventistica come unità operativa semplice dipartimentale; il ripristino del servizio di Neurochirurgia; l’individuazione della Stroke Unit come secondo livello e la trasformazione del servizio di Emodinamica in unità semplice, nell’ambito dell’unità complessa di Cardiologia.
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