L’ultimo saluto al marchese «Uomo di fede e cultura»

30 Dicembre 2015

Cerimonia funebre per Pica Alfieri presieduta dall’arcivescovo emerito Molinari Il ricordo degli amici: «Persona squisita, una grande perdita per L’Aquila»

L’AQUILA. La città ha dato ieri pomeriggio l’ultimo saluto al marchese Fabrizio Pica Alfieri deceduto all’età di 85 anni a causa di una grave malattia. La cerimonia funebre si è tenuta nella basilica di San Bernardino ed è stata presieduta dall’arcivescovo emerito monsignor Giuseppe Molinari. Con lui a concelebrare anche don Daniele Pinton, don Stefano Rizzo, don Alessandro Benzi.

Sulla bara è stato posto un tappeto con lo stemma di famiglia (un’ala trafitta da una freccia). L’arcivescovo emerito Molinari, nella sua omelia, ha ricordato con commozione Fabrizio Pica Alfieri con il quale aveva una forte e antica amicizia. Proprio pochi giorni fa era andato a trovarlo in ospedale.

Alla fine della messa è stato don Stefano Rizzo a tratteggiare la figura di un uomo che è stato definito dal sacerdote «cristiano esemplare che ha dato tanto alla città anche sotto il profilo culturale, per L’Aquila è una grande perdita». Alla cerimonia presenti il figlio Fabrizio junior, la moglie Maria Clara, parenti, amici e in rappresentanza della comunità di Onna la presidente della Onlus, Margherita Nardecchia Marzolo e il priore della Congregazione della Madonna delle Grazie, Paolo Paolucci. La famiglia Pica Alfieri – che a Onna fra il 1700 e il 1800 aveva costruito un palazzo crollato a causa del terremoto del sei aprile – dopo il sisma del 2009 aveva messo a disposizione un vasto appezzamento di terreno su cui è stato realizzato il villaggio provvisorio dove sono ospitati i cittadini terremotati. Presente alla cerimonia funebre l’assessore comunale Giovanni Cocciante che ha ricordato lo scomparso con queste parole: «Grande uomo, di ottima cultura, perbene, affabile. Il suo palazzo in centro è sempre stato aperto a persone di tutte le estrazioni sociali». L’ex assessore Alfredo Moroni – oggi coordinatore del comitato Perdonanza – è stato un amico personale oltre che collega di Fabrizio Pica Alfieri. «Lo conoscevo da oltre 30 anni» ha detto Moroni «quando ho iniziato a lavorare in Regione lui era un mio collega, uomo di grande spessore, sereno, serio, di vasta cultura. L’ho ritrovato anche nella politica, ci siamo incontrati e mi è stato vicino in determinati momenti della mia vita. Dopo il sisma credo abbia sofferto per le vicissitudini che non meritava di dover sopportare, ma era rimasta sempre una persona squisita».Fabrizio Pica Alfieri negli anni Ottanta del secolo scorso è stato per cinque anni consigliere comunale nelle fila del Partito socialdemocratico.

Dopo il funerale c’è stata la tumulazione nella cappella di famiglia nel cimitero dell’Aquila.

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