La banda del rame potrebbe aver messo a segno altri colpi

6 Ottobre 2016

L’AQUILA. S’indaga per scoprire se la banda del rame possa aver commesso altri furti tra quelli più consistenti denunciati negli ultimi tempi nell’Aquilano. I carabinieri della Compagnia dell’Aquila,...

L’AQUILA. S’indaga per scoprire se la banda del rame possa aver commesso altri furti tra quelli più consistenti denunciati negli ultimi tempi nell’Aquilano. I carabinieri della Compagnia dell’Aquila, dopo aver eseguito 18 misure cautelari a carico di altrettanti soggetti ai quali viene contestato il reato di associazione per delinquere, stanno allargando le indagini anche ad altri episodi oltre a quelli già contenuti nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari. L’operazione, condotta insieme ai carabinieri di Chieti, Pescara, Montesilvano e Vasto, ha visto coinvolti i romeniOvidiu Ionut Neagu, Cristi Vaduva, Costel Balan, Marius AdrianManghiuc, i chietini Gianni D’Alessandro, di 49 anni, Pierluigi D’Alessandro, 44 anni. Altri tre romeni sono stati sottoposti all’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli esiti dell’indagine sono stati resi noti dal capitano Francesco Nacca e dal tenente Maximiliano Papale.

I furti di rame sono stati commessi ai danni di aziende e campi fotovoltaici. I furti di denaro contante mediante la tecnica del cash trapping ai danni di ignari clienti di istituti di credito che prelevevano i soldi al bancomat. Le indagini condotte dai militari del Nucleo operativo e radiomobile dell’Aquila sotto la direzione del pm Roberta D’Avolio si sono protratte dal novembre 2015 al febbraio 2016 e hanno consentito di disarticolare un pericoloso sodalizio criminale composto da 24 persone (5 italiani e 19 romeni) e operante su tutte le province del territorio regionale, e ben oltre il suo confine fino a toccare le province di Campobasso e Rieti. Complessivamente sono stati ipotizzati 42 capi d’imputazione. I provvedimenti cautelari riguardano in particolare 13 furti di rame, 9 furti ai bancomat (con danneggiamento), 17 episodi di ricettazione e 2 episodi di favoreggiamento a carico di due persone responsabili di aver fornito assistenza al sodalizio, procurando loro i mezzi di locomozione utilizzati per i furti. Tutto è partito da un sopralluogo dei militari per un furto ai danni della società di catering “Vivenda”.

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