La bolletta dell’acqua torna a salire: più 6,5% ogni utenza

E sono circa tremila le persone non in regola coi pagamenti Con la crisi sono raddoppiate le richieste di rateizzazione
SULMONA. Bollette dell’acqua più care del 6,5 per cento, a causa delle disposizioni dell’Autorità nazionale del gas, dell’energia e dell’acqua. Il rincaro comporterà un aumento di circa 7 euro all’anno per una famiglia media con quattro componenti, che rientra nei 100 metri cubi di consumo. La notizia è arrivata dall’amministratore unico della Saca, Domenico Petrella, durante la presentazione del bilancio preconsuntivo 2014 e previsionale 2015. Nonostante il rincaro imposto, la tariffa della società sulmonese resta la più bassa della regione con i suoi 4 centesimi al metro cubo per i residenti che non superano la soglia dei 100 metri cubi all’anno.
Ma è nel dato sul raddoppio dei morosi e delle richieste di rateizzazione delle bollette già quadrimestrali che si legge la portata della crisi economica dei 27 Comuni gestiti, sui 36 in totale dell’ambito di riferimento. Su 50mila utenze circa 3mila non è in regola coi pagamenti, provocando un mancato incasso di 600mila euro alle casse della società partecipata. L’aumento dei Comuni gestiti ha nello stesso tempo concesso anche l’aumento dell’utile, salito dai 493mila euro del 2014 ai 690mila euro dell’anno in corso. Nello stesso tempo continua a scendere il debito di 4 milioni e mezzo di euro ereditato dalla società, ora pari a due milioni e 900mila euro. Miglioramenti sui conti che consentiranno anche l’avvio di una serie di investimenti, grazie anche ai Fondi Fas (Fondi aree sottoutilizzate), con compartecipazione al 13%. Si tratta di circa 15 milioni che dovranno servire soprattutto per interventi sulle reti, obsolete e colabrodo, con una media di mille interventi annui sui guasti delle condotte. Sugli 11 milioni di metri cubi di acqua immessa in rete, se ne fatturano al massimo sei, meno della metà. Per questo 500mila euro saranno spesi sui dispositivi di misurazione dell’acqua, da cui restano ancora escluse le fontane pubbliche. Necessari anche i lavori sui depuratori di Castel di Sangro, Campo di Giove, Sulmona-Bagnaturo e Pescocostanzo.
In cantiere anche il progetto pilota dell’essiccazione delle mille tonnellate annue di fanghi residui dalla depurazione. Con 800mila euro sarà possibile costruire l’impianto a energia solare, che abbatterà i costi di smaltimento fuori regione e che sarà reimpiegato per ex cave e discariche. «I progetti saranno messi a bando entro marzo» avverte Petrella «quindi il tempo stringe e Saca ha bisogno dell’aiuto degli istituti di credito locali, a cui rinnoviamo il nostro appello di vicinanza».
Anche il costo del personale della società – che pesa per il 30% sul bilancio – è in calo, grazie a 6 contratti part-time su 67 lavoratori. Questi ultimi hanno anche attivato un fondo di solidarietà per iniziative in collaborazione con la Caritas, per contribuire alla costruzione di un pozzo in Mali e per la piccola Iaia. In definizione anche la bolletta elettronica e pagamento negli sportelli bancari senza tasse aggiuntive per i Comuni di Introdacqua e Ateleta, da poco entrati nella galassia Saca. Ancora senza soluzione, invece, la vicenda del Comune di Pacentro, che è stato anche multato dall'Autorità nazionale per il mancato conferimento del servizio idrico.
Federica Pantano
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