La comunità si mobilita per Enis: una raccolta fondi per la famiglia

Si terranno nel paese d’origine i funerali del 19enne kossovaro morto nello scontro d’auto in Brennero La data delle esequie non è ancora fissata: la città contribuisce alle spese per rimpatriare la salma
CELANO. Si terranno a Hani i Elezit, cittadina del Kossovo, i funerali di Enis Imishti, il giovane residente a Celano che ha perso la vita a 19 anni in seguito a un incidente stradale sulla statale del Brennero. La madre Mamodie e il fratello 17enne sono partiti da Celano subito dopo aver appreso della tragedia per raggiungere il figlio scomparso in Alto Adige. Poi sono stati dirottati in Albania dalle autorità. Da Ancona si sono imbarcati per un volo diretto a Tirana, in attesa di raggiungere il Sud del Kossovo, dove si trova la città d’origine in cui ci sarà l’ultimo saluto al 19enne con rito musulmano. I funerali dovrebbero tenersi lunedì se le autorità daranno il nulla osta alle esequie. Il padre del giovane, Mohamed, bracciante del Fucino, è invece rimasto a Celano, distrutto dal dolore. A sostenerlo e a dargli conforto i tanti amici della numerosa comunità kossovara. Quasi tutti lavorano nelle aziende agricole della zona, ma molti giovani hanno anche intrapreso attività artigianali o aperto piccole aziende del settore edile. Una voglia di rivalsa che era anche nel cuore di Enis, che si era trasferito da qualche mese al Nord in cerca di un avvenire migliore. «Qui c’era poco lavoro nell’edilizia e soprattutto pagano poco», racconta il suo amico Axhami. «Lì guadagnava bene e per questo si era stabilito in provincia di Bolzano. Tornava però sempre a Celano per stare con i genitori e il fratello».
L'ultima volta era tornato un meno di un mese fa, ed è stata l’ultima volta che il padre e la madre l’hanno visto. Nella Marsica faceva il piastrellista, ma da un po’ aveva raggiunto l’Alto Adige per un lavoro di alcuni mesi. Poi sarebbe tornato a casa. Voleva crearsi un futuro in Italia. Arrivava da Hani i Elezit, una città e un comune situato nel distretto di Ferizaj, nel Sud del Kossovo. Sognava di aprire un’azienda tutta sua. «Enis viveva a Celano con la famiglia praticamente da sempre», spiega il sindaco Settimio Santilli, «e da maggio si era trasferito a Merano per lavoro. Era un ragazzo squisito, volitivo, molto educato e rispettoso come tutta la sua famiglia, nei confronti della quale esprimo le più sentite condoglianze a nome di tutta la comunità celanese».
Lo schianto in cui il 19enne ha perso la vita si è verificato giovedì pomeriggio e ha interessato due macchine. È avvenuto tra Bolzano Nord e Prato Isarco, e sono rimaste ferite altre quattro persone, nessuna in pericolo di vita. Si è trattato di un violento frontale tra due macchine. La dinamica esatta sarà stabilita dalle forze dell’ordine che indagano sull’incidente. Enis è rimasto incastrato tra le lamiere ed è stato estratto dai vigili del fuoco. È morto in ospedale a Bolzano, a meno di 24 ore dal terribile schianto. Le sue condizioni erano apparse da subito disperate: troppo gravi le lesioni riportate nello schianto.
La data dei funerali non è stata ancora ufficializzata. Ma le esequie potrebbero tenersi già domani, lunedì, a Hani i Elezit. La salma dovrebbe essere rimpatriata, quindi, nelle prossime ore. Al riguardo la comunità celanese ha avviato una raccolta di fondi per aiutare la famiglia. L'iniziativa è stata organizzata al bar Sport di Celano, vicino all’auditorium Fermi. Una raccolta nata spontaneamente per aiutare la famiglia del 19enne in un momento di grande difficoltà.
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