La crisi investe la Fiamm-Siapra A casa 65 lavoratori interinali

14 Maggio 2024

L’azienda ha ipotizzato di poterne richiamare in servizio soltanto una decina nei prossimi mesi  Le organizzazioni sindacali sollecitano un incontro con il sindaco Di Pangrazio e la giunta regionale

AVEZZANO. La crisi dell’automotive si abbatte sulla Fiamm-Siapra e 65 lavoratori interinali restano a casa. C’è preoccupazione nell’azienda del nucleo industriale di Avezzano dove si producono batterie per auto e industriali. Il confronto tra i vertici del sito e le organizzazioni sindacali hanno fatto emergere una situazione allarmante per il calo dei volumi produttivi tanto da spingere Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e le rsu di stabilimento a proclamare lo sciopero.
LA CRISI
Il settore dell’automotive è in difficoltà da tempo. Ma dopo il Covid si è abbattuto sull’automotive una vera e propria mannaia che sta mettendo in difficoltà diverse aziende. Tra queste c’è anche la Fiamm-Siapra, azienda storica di Avezzano con oltre 450 dipendenti, che negli ultimi anni ha portato a termine numerosi investimenti nello stabilimento. Una strada che, almeno per ora, sembra tutta in salita tanto che i vertici della fabbrica hanno avviato un dialogo con le organizzazioni sociali spiegando le difficoltà riscontrate.
STOP INTERINALI
Sono 65 i lavoratori in somministrazione, compresi i dipendenti in staff leasing (cioè che hanno un’assunzione a tempo indeterminato da parte di un’agenzia per il lavoro) a essere stati messi alla porta dall’inizio dell'anno. Un numero consistente che purtroppo potrà scendere di poco nei prossimi mesi. La Fiamm- Siapra, infatti, ha ipotizzato di poterne richiamare al lavoro non più di 10-15, lasciandone per ora di fatto a casa circa 50.
SCIOPERO
Ieri si è tenuto un momento di discussione tra le parti al termine del quale i rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno espresso forte preoccupazione. «Dal confronto è emerso un problema importante di calo produttivo che, ha determinato il fermo di circa 65 lavoratori in somministrazione (compresi i lavoratori in staff leasing) nei primi 5 mesi dell’anno in corso, anche a causa della crisi dell’automotive», hanno spiegato i rappresentanti di Fim-Cisl, Fiom- Cgil, Uilm-Uil e le rsu, «di questi lavoratori, probabilmente, entro la fine dell’anno 2024, verranno richiamate a lavoro 10-15 unità: nonostante una prima tranche di 10 milioni di euro di investimenti del Pnrr sia stata già cantierata». Le parti sociali, inoltre, hanno lamentato «un cambio di passo in negativo nelle relazioni industriali. Tutto ciò premesso, ritenendo insufficiente l’informazione ricevuta dalla direzione aziendale e, per ribadire il ruolo centrale dello stabilimento di Avezzano nella galassia Fiamm, la delegazione sindacale, oltre a chiedere, un nuovo incontro ha deciso di proclamare quattro ore di sciopero, le ultime di ogni turno, per lunedì».
APPELLO ALLE ISTITUZIONI
Le organizzazioni sindacali hanno inoltre rivolto un appello alle istituzioni – locali e regionali – affinché si accendano i riflettori su questa azienda. «Dal momento che riteniamo particolarmente delicata la fase che sta attraversando l’azienda», hanno concluso, «chiederemo un incontro al sindaco Gianni Di Pangrazio e alla giunta regionale».
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