La madre delle gemelline: «Punto nascita decisivo»

SULMONA. «Se il reparto non ci fosse stato non so cosa sarebbe accaduto alle mie bambine e a me. Ringrazio il cielo che è andato tutto bene, ma soprattutto devo ringraziare il fatto che i medici...
SULMONA. «Se il reparto non ci fosse stato non so cosa sarebbe accaduto alle mie bambine e a me. Ringrazio il cielo che è andato tutto bene, ma soprattutto devo ringraziare il fatto che i medici erano qui. Il Punto nascita è fondamentale». Il sorriso raggiante ma consapevole del pericolo scampato di Fabiana Mazzuccolo, la neo mamma delle due gemelle nate l’altro ieri, riaccende i riflettori sulla necessità di ripensare la sanità, calibrandola a misura d’uomo. La 31enne sulmonese, infatti, può raccontare sorridendo la sua avventura dal letto della terza stanza del Punto nascita sulmonese, che il governo vorrebbe già chiuso dal 2015. Era il 9 dicembre di quattro anni fa quando l’allora ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, emanò un decreto sulla chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti annui. Tra questi anche quello sulmonese, il cui tasso di natalità si era abbassato in proporzione a quello della popolazione. Il caso della mamma che ha dovuto subire un cesareo d’urgenza per la nascita delle due gemelline, però, rimette al centro del dibattito la necessità di mantenere aperto il reparto.
«Erano le 5.40 quando mi sono svegliata col rumore del sacco amniotico che si rompeva», racconta la mamma, «sono andata in bagno per capire cosa stesse accadendo, ma sono cominciati i dolori preparato e in pochissimi minuti sono entrata in travaglio. Mio marito Alessandro ha chiamato l’ambulanza e in dieci minuti è arrivata a casa nostra. Ero molto preoccupata, se non altro perché le bambine sarebbero dovute nascere il 19 ottobre».
Dunque, la corsa in ospedale e la prima visita al pronto soccorso, che allerta il reparto di Ginecologia e Ostetricia. «Sono arrivata qui», aggiunge dal letto dell’Annunziata, «che ero già in travaglio, solo che le bambine erano podaliche». È qui che entra in gioco la professionalità dell’equipe medica del Punto nascita di Sulmona. In meno di dieci minuti le bambine vengono alla luce. «Ho sentito tutto perché mi era stata fatta un’anestesia locale», racconta la mamma, «è stata un’emozione pazzesca sentirle subito piangere».
È stato fondamentale anche l’apporto del pediatra greco Anastasios Megalooikonomou perché Gaia ed Elena pesano rispettivamente 2 chili e 200 grammi e 2 chili e 600. Viene disposto un taglio cesareo e in meno di dieci minuti le bambine vengono alla luce. Le due gemelline stanno bene, ma per motivi di sicurezza è stato disposto il trasferimento a Pescara, dove c’è un ospedale di primo livello con reparto di terapia intensiva neonatale. «Non vedo l’ora di riabbracciarle», aggiunge Fabiana Mazzuccolo, «le vedo ogni giorno grazie a mio marito che mi manda foto e video e che fa sotto e sopra tra Sulmona e Pescara, ma le voglio avere vicine. Ringrazio davvero tutto il reparto». (f.p.)
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