La pioggia non dà tregua al Fucino Gli agricoltori: «Tutto è distrutto»

Favoriti (imprenditore e sindaco ): «Ormai non c’è più nulla da salvare, i danni sono gravissimi» Di Cicco (Opoa): «Rischio prezzi da capogiro». Sichetti (Cia): «Servono fondi regionali per le aziende»
AVEZZANO. In alcune zone del Fucino non c’è più nulla da salvare. Le piogge degli ultimi giorni hanno contribuito ad aggravare una situazione già critica. Gli operatori del settore sono disperati, la gran parte rischia di non raccogliere nulla. Le perdite sono ingenti. Basti considerare che in media per seminare i campi vengono investiti circa 4mila euro a ettaro tra preparazione del terreno, quindi lavorazione e concimazione, e poi semina.
I DANNI
«Una situazione drammatica», spiega il sindaco di Ortucchio e imprenditore agricolo, Raffaele Favoriti, «proprio quando i terreni stavano iniziando ad asciugarsi, nuove piogge hanno di nuovo allagato i campi coltivati. A questo punto temo che non ci sia più nulla da salvare». Il territorio di Ortucchio è stato uno tra i più colpiti, insieme ad Avezzano, Trasacco e Luco dei Marsi. Tuttavia negli ultimi giorni anche l’area del Fucino ricadente nel Comune di San Benedetto dei Marsi ha iniziato a fare i conti con i danni del maltempo. «I tuberi seminati, quali patate e carote sono oramai marciti e non c’è più nulla da recuperare», continua Favoriti, «come se non bastasse anche le piantine già germogliate si stanno ammalando visto che i terreni allagati non consentono l’ingresso dei trattori per poter effettuare i trattamenti delle piantine. Infine la continua presenza di acqua sui campi coltivati, oramai ridotti a grosse pozze, sta asfissiando le colture a causa della mancanza di ossigeno. A questo», prosegue il primo cittadino di Ortucchio, «bisogna aggiungere le perdite derivanti dalle piantine stoccate nei magazzini e nelle celle frigorifere che, in attesa che smettesse di piovere per essere seminate, hanno completato il ciclo e quindi non più utilizzabili».
LA CALAMITà NATURALE
Una tale situazione ha spinto i primi cittadini di Avezzano, Trasacco, Ortucchio e Luco dei Marsi a inoltrare la richiesta per il riconoscimento dello stato di calamità naturale alla Regione. A questi potrebbe aggiungersi anche il Comune di San Benedetto dei Marsi. Trasacco ha già ricevuto la visita del nucleo di valutazione inviato dal dipartimento Agricoltura della Regione per la stima dei danni. «Sono stato contattato dall'assessore regionale Emanuele Imprudente», conclude Favoriti, «al quale ho illustrato la drammatica situazione. Nei prossimi giorni anche il nostro Comune riceverà la visita di una funzionaria del dipartimento Agricoltura per una valutazione delle perdite».
PREZZI da capogiro
Secondo le previsioni il raccolto di patate e carote Igp e altri ortaggi tipici del Fucino è dunque a rischio con un conseguente aumento dei prezzi. A tracciare una previsione di mercato è stato il direttore commerciale dell’Opoa, Marco Di Cicco, che ha tradotto in numeri i danni causati dalla pioggia nel corso di un incontro dei giovani agricoltori di Confagricoltura L’Aquila presieduto dal presidente Erminio Pensa. «Le quotazioni di carote e radicchio sono rispettivamente di 60 centesimi e un euro al chilo. Da capogiro il prezzo dei finocchi, buone quotazioni per le insalate».
RICHIESTA DI AIUTI
«È necessario stanziare fondi adeguati, proponiamo che la Regione si faccia promotrice dell’attivazione di una linea di credito straordinario, rivolto esclusivamente alle aziende danneggiate dai recenti eventi calamitosi», fa sapere il presidente di Cia Abruzzo, Nicola Sichetti.
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