La protesta di Pasqua in difesa del punto nascita

Oggi manifestanti in piazza durante il rito della Madonna che scappa Già pronti nove pullman per L’Aquila. Anche Confesercenti si unisce alla battaglia
SULMONA. Non si ferma nemmeno a Pasqua la marcia in difesa del punto nascita. Stamattina gli attivisti, che occupano l’aula consiliare da nove giorni e otto notti, saranno con magliette e striscioni in piazza Garibaldi, in occasione della Madonna che scappa in piazza. Proprio come hanno fatto venerdì sera, in concomitanza della processione del Cristo morto.
Ieri la marcia è partita dal Conad di viale Mazzini (dove è stata presentata la maglietta realizzata dal supermercato di Carmine Mastrogiuseppe) per dirigersi alla volta dell’ospedale. In corteo, Luigi La Civita, Mauro Tirabassi, Mariella Iommi, Alberto Di Giandomenico, Gianfranco Di Piero, Luigi Santilli, Elisabetta Bianchi, Serafino Speranza, Carmine Mastrogiuseppe e gli studenti hanno rinnovato l’appello alla partecipazione. Rinnovato ieri sera durante il flash mob in piazza XX Settembre.
Ma le azioni a tutela del reparto non si fermano solo alla protesta e alla dimostrazione. Il Comitato, ieri, ha fatto formale richiesta dei certificati di agibilità di tutti gli ospedali della regione, che dovrebbero ospitare le neo mamme sulmonesi una volta chiuso il reparto. Sotto la lente finiranno nei prossimi giorni anche i reparti doppione e gli sprechi delle varie strutture ospedaliere regionali.
Intanto, salgono a nove i pullman che partiranno dalla città alla volta dell’Aquila, in occasione del consiglio comunale straordinario e di quello regionale che si terrà in contemporanea. Si uniscono alla protesta anche il Comitato pro guardia medica di Campo di Giove e Pietro Leonarduzzi e Simone Ardini, presidenti di Confesercenti e Confesercenti giovani. «Ribadiamo il no alla chiusura del punto nascita» intervengono i due «e preannunciamo la presenza di dirigenti e associati al consiglio straordinario. In un contesto in cui è necessario sviluppare strumenti per le politiche della salute, è urgente soprattutto programmare l’adeguamento dell’urbanistica, della governance e del sostegno sociale, in un ambito in cui si possa parlare di programma di città sana e governance urbana».
Non si fa attendere la replica alla proposta-provocazione di un punto nascita con spese a carico dei cittadini, lanciata dal movimento Ripensiamo il territorio. Antonio Ruffini, presidente dell'associazione Insieme per il centro Abruzzo, si dice indignato. «Il punto nascita è un servizio dovuto alla cittadinanza per il quale già si pagano le tasse» rimprovera «adesso dobbiamo ulteriormente autotassarci di altri 45 euro annui a persona? E le famiglie che hanno 3 o 4 bambini quando dovrebbero sborsare per un servizio che è dovuto? La chiusura è dovuta alla pessima politica praticata dal nostro governatore regionale».
Federica Pantano
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