Lavori bloccati, chiesa ancora inagibile

L’AQUILA. I soldi ci sono, i lavori erano iniziati ma la chiesa della frazione di Pescomaggiore oggi è ancora inagibile e il cantiere appare fermo. A denunciare la situazione è Tonino Melone che...
L’AQUILA. I soldi ci sono, i lavori erano iniziati ma la chiesa della frazione di Pescomaggiore oggi è ancora inagibile e il cantiere appare fermo. A denunciare la situazione è Tonino Melone che abita nella frazione aquilana il quale ricorda in una nota che «il primo finanziamento del Cipe c’è stato nel marzo 2016. A fine 2020 i lavori stavano per essere avviati ma ci furono intoppi con la necessità di una variante al progetto. Nel 2022 sono state tolte parte delle tegole, evidentemente per metterle nuove, ma poi tutto si è fermato col rischio che la pioggia e la neve possano fare altri danni. Il nostro timore», dice Melone, «è che i lavori forse non ripartiranno più. Vorremmo avere informazioni e capire se ci sono speranze di poter rivedere agibile la nostra chiesa parrocchiale. Tra l’altro, da poco abbiamo constatato che parte dell’impalcatura è stata tolta». A causa del sisma del 2009 la chiesa ha avuto gravi danni con crolli che hanno interessato la facciata e alcune parti interne.
Nella scheda storica a cura della diocesi si legge: «Negli estimi diocesani del 1313 compare anche quello della chiesa di San Martino di Pescomaggiore. Si parla di Chiesa Madre chiamata Prepositura di San Martino con 2 altari laterali e uno centrale e il fonte battesimale formato da un monoblocco ad anfora su un elegante piedistallo. Il campanile è a tre luci. Il tempio presentava sull’altare maggiore una cupola affrescata, mentre nella parete dove si apre l’entrata, faceva bella mostra l’organo a canne. L’accesso avviene mediante quattro gradini che conducono al settecentesco portale in pietra con timpano che si apre nella facciata d’ispirazione neoclassica, che ha subìto danni rilevanti a seguito del sisma. La chiesa ha una pianta a croce con navata unica e con due altari laterali e uno centrale. La zona presbiteriale è rialzata di un gradino ed è distinta dalla rimanente parte perché segnata da un arco a tutto sesto che si apre nella navata. Al ’600 è databile l’altare maggiore che a seguito del sisma è stato rimosso, mentre è riferibile al XV secolo quello ad edicola del transetto sinistro, che conserva un interessante affresco raffigurante la Madonna con Bambino e angeli. La pavimentazione è realizzata con lastre in marmo grigio e nero disposte a scacchiera». (g.p.)
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