Le donne delle pulizie a LFoundry: «Paghe da fame, siamo disperate»

2 Giugno 2023

Occupate da una ditta esterna, da marzo contratti rivisti “al ribasso”. Ecco le loro storie di angoscia e paura Sit-in davanti all’ex Arssa. Sindaco Di Pangrazio e altri esponenti politici marsicani promettono interventi

AVEZZANO. Domenica Ricci ha alle spalle 32 anni di servizio ed è in azienda da quando, all’esterno, c’era la scritta Texas instruments. Gloria Palumbo ha 27 anni e un bambino di 3 anni da crescere, mentre Lorenza Pisotta ha due giovani che vogliono iscriversi all’Università. Tutte, fino a qualche mese fa, avevano un contratto full time o part time a 25 ore settimanali come addette alle pulizie per un’azienda che si occupa dei servizi all’interno di LFoundry, ex Texas e Micron. A fine marzo il contratto della società appaltante è scaduto e il nuovo è stato siglato con termini diversi. E con paghe «da fame».
«I contratti sono stati dimezzati e le qualifiche azzerate», ha raccontato Ricci, «ora vanno tutti dalle 9 alle 13 ore settimanali, per sei giorni su sette. E questo per tutte le 26 persone che finora si sono occupate delle mansioni di pulizia interna ed esterna dello stabilimento».
Una situazione allarmante che ha spinto le lavoratrici a protestare.
«Ho 60 anni e mi sono vista dimezzare le ore di lavoro dopo 32 anni di servizio», ha continuato la ex responsabile, «Gloria ha 27 anni e un bambino di 3 di cui occuparsi: come farà con 10 ore di lavoro a settimana? Lorenza, un’altra collega, ha due figli che a breve finiranno le scuole superiori e vorrebbero iscriversi all’Università. In queste settimane è preoccupata perché il marito lavora saltuariamente e non sanno più se potranno assicurare gli studi ai loro figli. Sono solo alcune storie. Perché ce ne sono tante altre, di donne che provengono da Avezzano, Collelongo, Trasacco, Balsorano e che ora non hanno più una stabilità lavorativa ed economica. Chiediamo di avere un contratto dignitoso e adeguato alle nostre mansioni. Abbiamo contattato la Regione Abruzzo, abbiamo parlato con l’amministratore delegato di LFoundry, Marcello D’Antiochia, e con gli altri manager, andremo avanti con la nostra protesta per farci sentire».
Ieri mattina al simbolico sit-in davanti all’ex Arssa le donne in protesta si sono confrontate con il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, con il vicesindaco Domenico Di Berardino e con il consigliere comunale di minoranza Alfredo Mascigrande. «Tutta la mia solidarietà e vicinanza ai lavoratori», ha spiegato il sindaco di Avezzano, che è arrivato al presidio assieme all’assessore regionale Mario Quaglieri, al presidente dell’Uncem Abruzzo e sindaco di Sante Marie, Lorenzo Berardinetti, al sindaco di Trasacco, Cesidio Lobene, al vice sindaco di Celano, Piero Ianni, al sindaco di Ortucchio, Raffaele Favoriti, al sindaco di Gioia, Gianluca Alfonsi, e all’assessore del Comune di Avezzano, Pierluigi Di Stefano, «stiamo parlando di cittadini che, con quell’unica fonte di reddito, sostanziano spesso un intero nucleo familiare, provvedendo al benessere dei propri figli e alla loro crescita».
Le lavoratrici hanno assicurato che proseguiranno con la protesta. Nella speranza di poter avere una soluzione.
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