Le guardie del Parco al servizio dei turisti: divampa la polemica

Sindacati e Collegio guide alpine: «Abuso della professione» Il direttore Febbo: «Bando deserto, nessuna irregolarità»
PESCASSEROLI. Quest’anno niente accompagnatori di media montagna sui sentieri chiusi delle aree della Val di Rose, della Valle Jannanghera e del Monte Amaro. Ossia quelle zone protette ad alta concentrazione di “fauna pregiata”, come il camoscio appenninico, in cui nei mesi estivi di maggiore presenza di visitatori (da metà luglio a metà settembre), il Parco predispone il “numero chiuso controllato”, con accessi permessi soltanto a piccoli gruppi e a pagamento, sotto la guida di accompagnatori professionisti che abbiano risposto a un bando pubblico. A farlo, al loro posto, sono i guardiaparco, personale già dipendente dell’Ente. Una situazione che, per i sindacati e le Rsu del Parco e per il Collegio regionale delle guide alpine, è al limite della regolarità, perché sfocerebbe «nell’esercizio abusivo della professione».
«La legge in materia», sottolineano, «dice che soltanto gli accompagnatori di media montagna abilitati e regolarmente iscritti al Collegio delle guide alpine, possano accompagnare gli escursionisti nelle aree protette».
Accuse respinte dal direttore del Parco nazionale d’Abruzzo, Dario Febbo, per il quale, invece, «è tutto previsto dal regolamento del Parco», in particolare nella sezione riguardante l’organizzazione del servizio di sorveglianza. «Ci sono nello specifico due articoli in cui si precisa che fra gli ambiti di competenza del servizio di sorveglianza dei guardiaparco», sottolinea Febbo, «vi è la divulgazione ed educazione ambientale, e tra le mansioni quella di assicurare informazioni e assistenza ai fruitori dei servizi dell’area protetta. Ed è esattamente quello che stanno facendo. In mancanza di offerte, e dato che l’Ente non può far mancare il servizio, abbiamo dovuto affidarlo ai guardiaparco».
In questo caso il costo dell’accompagnamento viene incassato dal Parco. Una questione ingarbugliata che secondo la Uilpa (l’Unione italiana dei lavoratori della pubblica amministrazione) è la prova di un «immobilismo gestionale». A sollevare il problema, con una lettera inviata al Collegio delle guide alpine, è stato un accompagnatore di media montagna, che presferisce restare anonimo, il quale rileva che «quest’anno l’avviso pubblico è uscito con estremo ritardo (il 24 luglio con scadenza il 4 agosto, ndc) e nessuna guida ha risposto. L’Ente ha comunque deciso di effettuare il servizio, affidandolo ai guardiaparco».
Per Ferdinando Lattanzi della Fp Cgil Abruzzo, «considerato che la limitazione degli accessi nel periodo estivo in alcune zone del Parco non è un evento straordinario, non si capisce perché il bando per l’affidamento dell’accompagnamento debba essere pubblicato così tardi. Prevedere il bando prima dell’estate è un problema così insormontabile per la direzione del Parco?».
Si sta operando «al limite del consentito» per il presidente delle guide alpine, Agostino Cittadini: «Intendiamo far notare al Parco che non può fare questa attività, per legge affidata agli accompagnatori abilitati».
Marianna Gianforte
©RIPRODUZIONE RISERVATA

