L’Aquila

Li vanno a cercare a casa: erano morti. Doppia tragedia all’Aquila

6 Ottobre 2026

Sandro Titani (nella foto), corriere di 58 anni, ieri non si è presentato al lavoro. Giancarlo Lorenzini (54) era a San Felice d’Ocre

L’AQUILA. Ad attenderlo c’era un’intera settimana di lavoro, l’ennesimo giro di consegne, una montagna di pacchi da recapitare e una schiera di clienti in attesa da giorni. Poi c’erano i colleghi – nel tempo diventati amici – e i superiori, che sulla sua puntualità ci avrebbero messo la mano sul fuoco. Lui, però, ieri al lavoro non si è presentato per niente, senza neanche avvisare. Tanto che, a un certo punto, i colleghi hanno provato più volte a telefonargli, senza però mai ricevere risposta.

LA SCOPERTA

Così sono andati a cercarlo direttamente a casa, al Progetto Case di Sant’Elia, e a qualcuno si è subito gelato il sangue nel vedere la sua auto regolarmente parcheggiata sotto casa e lui che si ostinava a non rispondere nemmeno al campanello. Quando poi non è rimasto altro da fare che chiamare i vigili del fuoco e chiedere loro di forzare la porta di quell’appartamento al civico 12 di via Manieri, lui era lì, ancora al letto intorno alle 9.30 nonostante la marea di consegne da fare, senza vita. Se n’è andato così Sandro Titani, corriere alla Sda, trovato morto in casa ieri mattina, probabilmente vittima di un malore sopraggiunto nel sonno. Di quelli capaci di gettare nello sconforto tutti, non soltanto chi aveva avuto a che fare con lui per motivi di lavoro. Soltanto sabato sera l’uomo era stato a cena fuori con alcuni amici che non avevano notato niente di strano in lui. «Era il Sandro di sempre», dice uno di loro che a distanza di 48 ore non si dà pace. Lutto a San Francesco, quartiere dove era molto conosciuto.

LA SECONDA TRAGEDIA

Sempre ieri, una tragedia analoga ha scosso la comunità di San Felice d’Ocre, dove a essere rinvenuto privo di vita è stato Giancarlo Lorenzini, operaio di 54 anni. L’uomo risiedeva a Paganica, ma era domiciliato nel piccolo comune nell’area a Sud-Est dell’Aquila. E anche lui non rispondeva al telefono, tanto da destare subito la preoccupazione di parenti e amici. Una preoccupazione poi rivelatasi tragicamente fondata. Anche nel suo caso, infatti, all’arrivo di soccorritori e carabinieri del Norm, non c’era già più nulla da fare.

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