Lo Stato rivuole i soldi dai parenti delle vittime

L’AQUILA. La presidenza del Consiglio chiede la restituzione delle provvisionali ai familiari di alcune vittime del sisma dopo che la Cassazione ha assolto tutti gli imputati della vecchia...
L’AQUILA. La presidenza del Consiglio chiede la restituzione delle provvisionali ai familiari di alcune vittime del sisma dopo che la Cassazione ha assolto tutti gli imputati della vecchia commissione Grandi Rischi a eccezione di Bernardo De Bernardinis, condannato a due anni di reclusione con i doppi benefìci. Naturalmente c’è opposizione e ieri, in tal senso, si è tenuta un’udienza riguardante la morte, in un crollo con 27 vittime a via Campo di Fossa, di una studentessa di Lanciano, Ilaria Rambaldi.
In udienza è stata ribadita la domanda riconvenzionale: la legge consente alla persona citata in un processo di allargare la vertenza a questioni ulteriori rispetto a quelle che sono state dedotte, in questo caso, dalla presidenza del Consiglio. Nell’udienza la famiglia della vittima era rappresentata dagli avvocati Wania Della Vigna e Guido De Luca, presente anche la madre della ragazza, l’avvocato Maria Grazia Piccinini. Lo Stato richiede circa 200mila euro mentre la domanda riconvenzionale è di 2 milioni. La domanda riconvenzionale è rivolta allo Stato ma al riguardo è stato chiamato in causa lo stesso De Bernardinis. «Quella notte» è stato ribadito dalla madre, «la ragazza era tornata a dormire perché era all’Aquila a studiare e aveva creduto alle rassicurazioni della Commissione. Per questo è morta sotto le macerie». L’errato convincimento che l’ha tenuta in casa è stato «lo scarico di energia» dovuto alle scosse che avrebbe evitato situazioni catastrofiche. La notte prima della tragedia il padre della ragazza si era proposto per andarla a prendere e riportarla a Lanciano ma il messaggio, almeno quello arrivato alla gente, era rassicurante e ha indotto Ilaria a rifiutare: questo il senso della contestazione.
La prossima udienza si terrà a dicembre.(g.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

