Materna e primaria del Torrione riprendono l’attività didattica

29 Novembre 2020

L’AQUILA. Domani riprenderanno le attività didattiche della scuola primaria e della scuola dell’infanzia del plesso Torrione di via Alcide De Gasperi all’Aquila.Il sindaco Pierluigi Biondi, su...

L’AQUILA. Domani riprenderanno le attività didattiche della scuola primaria e della scuola dell’infanzia del plesso Torrione di via Alcide De Gasperi all’Aquila.
Il sindaco Pierluigi Biondi, su indicazione del Dipartimento di prevenzione della Asl provinciale, ha disposto un’ordinanza di revoca del provvedimento con cui il 19 novembre scorso era stata disposta la chiusura dell’intero plesso scolastico a causa delle evidenze epidemiologiche rilevate a seguito di contagi da coronavirus tra alunni, personale docente e scolastico.
Come comunicato al primo cittadino e al dirigente scolastico dalla Asl, dopo gli approfondimenti diagnostici condotti dal Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria è stata disposta la quarantena per studenti e personale scolastico riconducibili a tre classi della scuola, una dell’infanzia e due della primaria.
Per tali ragioni «non sussistono motivazioni di sanità pubblica», si legge nella comunicazione fornita dall’Azienda sanitaria e diffusa dal Comune, «che impediscano alle altre classi del plesso di via De Gasperi di riprendere le attività scolastiche in presenza e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio fissate dalla normativa vigente».
LA PROTESTA. «Più tamponi, assumere subito personale per migliorare il tracciamento dei contagi, misure immediate di sostegno alle famiglie in quarantena e, infine, le dimissioni del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dei sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e del manager della Asl 1 dell'Aquila, Roberto Testa». Queste le richieste espresse da un gruppo di giovani attivisti del Comitato 3.32 che si è ritrovato ieri pomeriggio in un pacifico sit-in di protesta (tenuto nel pieno rispetto delle regole di prevenzione imposte dalla pandemia, con distanziamento sociale dunque e mascherina ben calzata sul volto dunque) davanti all’ospedale San Salvatore per denunciare che «se all’Aquila il contagio da Covid ha preso queste dimensioni ci sono dei motivi precisi e delle precise responsabilità», hanno sostenuto i manifestanti. «Di Covid si sta morendo troppo in città e in provincia a causa della mancanza di mezzi e risorse per testare e tracciare», hanno sostenuto ancora i giovani del collettivo, «eppure il tempo per prepararsi questa volta c'era».
Il Comitato 3.32 chiede di «ampliare il laboratorio per processare i tamponi molecolari dell’ospedale, accreditare il laboratorio per l’Università facendo valere la convenzione già esistente tra Asl e Università stessa, che da parte sua deve adoperarsi per diventare finalmente soggetto attivo della crisi». «Vengano fatte subito più assunzioni con contratti dignitosi e internalizzando il personale», il pensiero espresso poi per quanto riguarda la carenza di personale, «che ancora adesso nella sanità lavora con contratti rinnovabili di mese in mese tramite agenzia interinale, con la Asl che solo a novembre ha indetto una graduatoria». (r.p.)