Medici del Punto nascita salvano due gemelline

Al mondo premature con un intervento d’urgenza: «Il reparto è indispensabile» Ma resta l’incognita sul futuro: deroga alla chiusura fuori tempo massimo
SULMONA. Prima i dolori, poi la rottura delle acque e la vita che si fa strada per uscire con circa due mesi di anticipo. Allora si fanno brutti pensieri, si pensa al peggio e ci si augura che non stia accadendo davvero perché manca ancora tempo, tanto tempo. Alle 6.15 di ieri mattina arriva la telefonata al 118 da parte di una famiglia sulmonese. Alle 6.30 la mamma, una sulmonese di 31 anni, è già all’ospedale di Sulmona in pieno travaglio. Già dall’ambulanza il personale accortosi della situazione fa avvisare il medico in servizio. A quell’ora è reperibile il dottor Salvatore Esposito. Il ginecologo arriva in pochi minuti in ospedale, giusto il tempo di accorgersi che la donna è in travaglio. Si dispone, dunque, un cesareo d’urgenza e in meno di un quarto d’ora vengono alla luce due splendide gemelline di circa due chili ciascuna. Sarebbero dovute nascere a novembre, ma non hanno saputo aspettare. Il caso della mamma sulmonese, che era in cura da un ginecologo di Pescara, riaccende l’attenzione sulla necessità di mantenere aperto il Punto nascita di Sulmona. Così come sottolineano i medici che stanotte hanno salvato mamma e sorelline.
«In un quarto d’ora non c’era tempo di trasferire la paziente», racconta Esposito, dopo aver eseguito l’intervento, «la donna aveva rotto il sacco e una delle bimbe era fortemente impegnata verso l’uscita. In più erano podaliche entrambe. Così, grazie al dottor Gianluca Di Luigi, che mi ha assistito durante il cesareo, e all’anestesista Grazia Di Michele, all’ostetrica Crescenzi e a tutti gli infermieri, è andato tutto bene».
Le bambine stanno bene e sono state trasferite solo per precauzione a Pescara, dove c’è un ospedale di secondo livello con terapia intensiva neonatale. Il trasferimento è stato disposto più che altro perché una delle due gemelline è più piccola dell’altra. «Le bambine e la mamma stanno bene», aggiunge Esposito, «nonostante il parto gemellare prematuro e podalico di entrambe. Questo testimonia che in casi come questo il reparto diventa fondamentale per la vita della gestante e dei nascituri. Le bambine sono nate in circa 15 minuti e sarebbe stato impensabile, oltre che molto rischioso, prevedere il trasferimento verso gli ospedali di Chieti, L’Aquila o Pescara. Nonostante il caso molto delicato, il nostro reparto ha dimostrato di essere all’altezza e di saper fare bene. E comunque, menomale che eravamo aperti».
La frase con cui il dottore conclude il suo racconto riecheggia nella testa degli altri medici che erano presenti, degli infermieri e soprattutto della neo mamma e del neo papà, ora concentrati a riportare il prima possibile le gemelline a casa a Sulmona. Il parto urgentissimo e fortunatamente riuscito delle due bimbe arriva il giorno in cui è stato reso noto il rapporto del ministero della Salute sulla richiesta di deroga alla chiusura arrivata fuori tempo massimo da parte della Regione. In queste ore è stato notificato il documento del Comitato percoso nascite nazionale dello scorso 30 luglio, dove a pagina 84, si legge che «in relazione alla richiesta del mantenimento in deroga del Punto nascita di Sulmona, si invita la Regione ad attenersi a quanto disposto dall’articolo 1 del decreto ministeriale del 2015». In altre parole, la richiesta di deroga non è arrivata in tempo utile per essere valutata a luglio. Ora tutto sarà rinviato a novembre, con la vita che non aspetta. Come dimostra la storia delle due gemelline.
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