Mensa dei poveri la città si mobilita: no alla demolizione

8 Ottobre 2020

Italia Viva: «Bisognosi, fedeli e frati nel mirino della giunta» Intanto, il 26 novembre si terrà la mediazione in tribunale

L’AQUILA. Potrebbe concludersi il prossimo 26 novembre la vicenda che negli ultimi giorni ha investito il complesso monastico, sede dell’associazione Fraterna Tau e del Movimento Celestiniano, situato tra via Piccinini e via Paolucci, a piazza d’Armi. In quella data, infatti, è stata fissata l’udienza di mediazione in tribunale per risolvere la controversia con il Comune, che ha chiesto la rimozione del complesso. A firmare l’ordinanza è stato nei giorni scorsi il dirigente del settore Rigenerazione urbana e mobilità del Comune, Domenico de Nardis, causando un’alzata di scudi da parte della città, in difesa di un punto di riferimento per i meno fortunati. Secondo l’atto del Comune, infatti, la struttura, realizzata nell’immediato post terremoto come manufatto provvisorio, non avrebbe più i requisiti per continuare a esistere, essendo nel frattempo scaduti i termini della concessione in comodato d’uso gratuito dei terreni fatta a suo tempo dal Comune e non essendo state portate a termine le procedure per trasformare da temporanei a definitivi gli edifici che compongono il complesso.
«Quello che è stato scritto non ha fondamento», secondo il priore generale Paolo Pietro Giorgi. «Non solo, infatti, la protezione civile ha fatto regolarmente il progetto, ma nella convenzione si parla anche della scadenza della concessione del terreno fino a quando non potremo rientrare in via dei Giardini, nella vecchia sede, cosa che accadrà non prima di cinque anni».
Proprio su questi presupposti si basa il ricorso al Tar presentato dall’avvocato dell’associazione, Fausto Corti. «Sono molto fiducioso che tutto si risolverà presto» continua Giorgi, «ma l’atto ci indigna. L’amministrazione avrebbe dovuto comportarsi diversamente, siamo disponibili a cedere la struttura al Comune, visto che si trova sul suo terreno, ma non a interrompere i servizi. La struttura, infatti, garantisce un’assistenza fondamentale ai bisognosi, che nessun altro è in grado di fornire in città».
ITALIA VIVA. Tra le tante voci che in questi giorni si sono alzate a difesa del complesso, anche i consiglieri di Italia Viva del Comune dell'Aquila Paolo Romano, Elisabetta Vicini, Edlira Banushaj e Pamela Soncini, consigliere del Comune di Scoppito.
«Domenico de Nardis, dirigente del Settore rigenerazione urbana vorrebbe essere ricordato come lo sceriffo di Nottingham del capoluogo e con l’ordinanza di demolizione del complesso monastico di piazza d’Armi, sede dell’associazione Fraterna Tau e del Movimento Celestiniano, fa finire, per effetto derivato, nel mirino dell’amministrazione comunale bisognosi, fedeli e frati» scrivono in una nota. «Le motivazioni che risiedono nel dispositivo potrebbero facilmente essere superate con il rinnovo del comodato d’uso gratuito e con un atto di natura consiliare che ne perfezioni lo status quo. Questione di volontà politica più che di illiceità amministrativa, dunque. Purtroppo», concludono gli esponenti di Italia Viva, «questa amministrazione continua nell’intento di estremizzare i pensieri, di voler dividere piuttosto che unire la città e soprattutto di depotenziare i presidi sociali territoriali».
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