Mensa scolastica, caos sulle prenotazioni online: soldi spariti e pasti fantasma

Il caso a Sulmona. Proteste dei genitori: è bufera sul portale destinato a rendere più efficienti le procedure di prenotazione. Quasi cento euro caricati da una mamma poi svaniti nel nulla. Portate mai consumate ma addebitate
SULMONA. Novanta euro caricati. Ventiquattro ore dopo, il conto è a zero. È la segnalazione più clamorosa arrivata in queste ore dalle famiglie alle prese con la ripartenza della mensa scolastica. Ma non è l’unica.
C’è infatti chi non riesce a prenotare il pasto, chi si ritrova addebitati pasti che sostiene di non aver consumato e chi non vede correttamente riconosciuta la propria fascia Isee.
Insomma, la ripartenza del servizio di refezione scolastica nelle scuole cittadine parte con un problema inatteso: la piattaforma informatica non sembra funzionare come dovrebbe.
Le anomalie sarebbero emerse in maniera evidente nella giornata di ieri, quando le famiglie hanno iniziato a utilizzare il sistema per prenotare i pasti e controllare il proprio credito. Una serie di disservizi che ha fatto scattare telefonate, segnalazioni e richieste di chiarimento al gestore.
Tra i casi segnalati, quello di una donna che domenica avrebbe versato 90 euro per coprire il costo dei pasti dei propri figli. Una ricarica regolarmente effettuata, almeno secondo quanto riferito dalla famiglia. Il giorno successivo, però, il saldo risultava azzerato. Ma c’è anche chi ha trovato sul proprio conto addebiti relativi a pasti che, secondo quanto riferito, non sarebbero mai stati consumati.
«Già il 23 settembre abbiamo fatto accessi nel sistema e ci siamo accorti di alcune problematiche tecniche, segnalando il caso», raccontano alcuni genitori. Una segnalazione che, alla luce dei problemi emersi con la ripartenza del servizio, assume oggi un peso particolare. Il sistema, infatti, non è un semplice strumento di prenotazione: attraverso la piattaforma vengono gestiti i pasti, le presenze e i relativi pagamenti. Di fronte alle segnalazioni la palla è passata alla EP, società che gestisce il servizio di refezione. Il gestore si è attivato per verificare le anomalie e controllare le singole posizioni.
Adesso bisognerà capire se si tratta di un problema tecnico della piattaforma, di un disallineamento dei dati o di anomalie nella fase di aggiornamento delle posizioni degli utenti. La richiesta delle famiglie è però molto concreta: sapere quanto hanno realmente sul conto, evitare addebiti per pasti non consumati e vedere riconosciuta la fascia Isee corretta.
Non è la prima volta che il funzionamento del sistema informatico della refezione richiede chiarimenti. Nel 2024, a causa di un disservizio legato alla piattaforma, non era stato previsto il pasto per un minore. Dalla ditta fanno sapere che tutti gli alunni hanno consumato il pasto e le eventuali anomalie saranno gestire e risolte a stretto giro.
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