Minacce al medico, denunciato un avvocato

Il professionista causò un grave stato d’ansia a un’operatrice sanitaria per l’applicazione del sondino
SULMONA. «Ti salvi solo perché sei una donna, altrimenti a quest’ora già eri finita in coma». È arrivata la denuncia nei confronti di un avvocato del Foro di Sulmona accusato di aver minacciato un medico del pronto soccorso in servizio nell’ospedale di Sulmona. La vicenda, legata al decesso della zia del professionista, risale allo scorso novembre. Il clima di tensione si era diffuso dopo che l’anziana era arrivata in pronto soccorso con una occlusione intestinale. La donna aveva accusato i primi sintomi in casa e, nonostante la rassicurazione dei medici del 118, le sue condizioni erano a mano a mano peggiorate fino a spingere i familiari a portarla in ospedale.
Dopo i primi accertamenti in pronto soccorso, era stata diagnosticata un’occlusione renale e l’anziana era stata collocata in chirurgia in attesa dell’intervento e dell’arrivo del medico reperibile. Dopo aver aspettato a lungo, il parente dell’anziana, ritenendo che il sondino dovesse essere applicato in pronto soccorso come gli era stato suggerito dal personale della chirurgia, aveva aggredito la dottoressa dell’emergenza-urgenza. Lei è venuta meno ai suoi doveri. Non le metto le mani addosso solo perché è una donna», avrebbe proseguito il professionista, cagionando uno stato d’ansia refertato dai medici del pronto soccorso.
La dottoressa, che si era assentata per lungo tempo dal lavoro, è una dei medici reclutati con contratto di collaborazione individuale dopo il pensionamento. «Sono molto scossa, soprattutto per il linguaggio utilizzato e la grave minaccia», aveva commentato il medico davanti ai carabinieri di Sulmona che erano intervenuti in ospedale su richiesta del parente dell’anziana. L’avvocato si è riservato di adire le vie legali per verificare eventuali imperizie sanitarie in ordine al decesso della zia, rinunciando per il momento all’azione penale e quindi alla riesumazione della salma.
Intanto la denuncia di parte presentata dal medico ha fatto il suo corso e ha spinto i carabinieri a relazionare alla Procura quanto avvenuto. Da qui la contestazione del reato di minacce. Da novembre 2025 a oggi sono cinque gli operatori sanitari aggrediti nell’ospedale di Sulmona. Circostanza che ha spinto il manager dell’Asl Paolo Costanzi ad attivare il presidio di guardia armata in pronto soccorso dallo scorso 15 luglio.
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