Monsignor Massaro ai marsicani: «Portiamo l’abbraccio a chi è solo»

22 Dicembre 2021

Il pastore della diocesi di Avezzano ha sottolineato il grande affetto ricevuto in appena tre mesi Un invito ad avere compassione verso chi soffre. «Fare doni è uno dei modi di manifestare amore»

AVEZZANO. «Portiamo ai nostri fratelli, soprattutto se soli e bisognosi, l’abbraccio di Dio». È questo l’invito che il vescovo, Giovanni Massaro, ha voluto lanciare in vista del Natale all’intera Marsica. Un messaggio carico di speranza per il futuro, ma anche di compassione per chi è solo e soffre. «Il pianto di un ragazzo per la perdita della sua mamma a causa del Covid; la domanda di un bambino: perché i miei genitori non si vogliono più bene?; la preoccupazione di un papà che teme di perdere il lavoro; la sofferenza di un malato oncologico che combatte da 23 anni contro un terribile tumore, mi interrogano circa il Natale», ha spiegato il vescovo Massaro rivolgendosi ai marsicani. «Mi chiedo se sarà Natale anche per loro. E come potranno accogliere l’augurio di Buon Natale. Mi domando se gli auguri di Natale favoriranno in loro rabbia, tenerezza oppure disprezzo. Il Natale non è una bella favola, è un mistero nel quale entrare. Penso a questi miei amici, alle persone che soffrono e mi chiedo: perché Dio si è fatto uomo? Che cosa lo ha spinto a spogliarsi di se stesso e ad assumere la condizione umana? E questa sua scelta può davvero portare un beneficio a tutti gli uomini, anche a coloro che sono segnati dal dolore?». Secondo il pastore della Chiesa marsicana «porsi domande un tempo era sinonimo di poca fede. In realtà porsi domande è un modo per stare davanti al Signore con tutta la dignità umana. Anche la vergine Maria dinanzi alle parole dell’angelo Gabriele: concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù, pone una domanda: come avverrà questo, poiché non conosco uomo? Per tanto tempo la teologia ha risposto dicendo che Dio si è fatto uomo per salvarci, per redimerci dal peccato. Ritengo che si debba andare oltre. Cristo è venuto in questo mondo non semplicemente per portare il perdono, bensì per portare se stesso. A Dio in realtà interessa la nostra vita, più che il nostro peccato». Per monsignor Massaro «il Natale è un atto di amore da parte di Dio per l’uomo. Non è un appello alla buona volontà degli uomini bensì la suprema epifania dell’amore di Dio. Sin da piccoli ci hanno detto di essere più buoni a Natale, facendoci credere che il Natale sia la festa della buona volontà degli uomini. In realtà è la festa della buona volontà di Dio. Ci sono due modi per manifestare l’amore. Il primo modo consiste nel fare doni alla persona amata. Avviene così anche nell’esperienza umana: quando sboccia un amore tra due creature il primo bisogno è quello di farsi doni e regali per assicurare all’altro il proprio affetto. Dio ci ha amati così nel momento della creazione. La creazione è tutta un dono: fiori, aria, sole, luna e stelle». C’è anche un secondo modo per manifestare il proprio amore secondo il vescovo ed è quello di stare con la persona che si ama condividendo gioie e dolori. «È questo l’amore con cui Dio ci ha amati nella sua incarnazione», ha concluso il vescovo, «per mostrare che ci ama di un amore senza limiti, Dio si è inventato il proprio annientamento. Non si è accontentato di un amore di beneficenza, ma ci ha amati con un amore di totale condivisione. Nei giorni più bui ci sono mancati gli incontri e gli abbracci con le persone care perché un abbraccio ha una potenza espressiva indescrivibile. Un abbraccio ti fa sentire vivo, sostenuto. Il Natale è l’abbraccio di Dio all’umanità intera, soprattutto a coloro che vivono nel dolore. Amato popolo della Marsica sono in questa terra da appena tre mesi e mi hai accolto con grande affetto, non ti sarà pertanto difficile fare spazio a Dio nel tuo cuore».
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