Montereale Appello dalla frazione di Santa Lucia
MONTEREALE. «Siamo l’ultimo lembo d’Abruzzo, speriamo di non essere anche l’ultimo tra i paesi che necessitano di interventi». L’auspicio è di Gianni Di Felice, uno dei residenti nella frazione di...
MONTEREALE. «Siamo l’ultimo lembo d’Abruzzo, speriamo di non essere anche l’ultimo tra i paesi che necessitano di interventi». L’auspicio è di Gianni Di Felice, uno dei residenti nella frazione di Santa Lucia di Montereale. «Il Centro», scrive il lettore in una lettera aperta, «è per me un punto di riferimento poiché sono nato e risiedo a Santa Lucia, nel Comune di Montereale. Il paese è ubicato a Nord-Ovest dell’Aquila, a destra della strada Picente, a soli due chilometri dal confine con il territorio del Comune di Amatrice. Data la vicinanza con quella che è considerata la “zona rossa”, la mia frazione, in questo tragico evento, risulta essere una delle più colpite del Comune di Montereale. Non ci sono vittime tra le duecento persone che si trovavano in paese quella notte, ma abbiamo avuto diversi crolli e molte lesioni all’interno delle abitazioni».
«Chiedo», prosegue il lettore, «che il mio paese non sia dimenticato dalle autorità competenti, poiché ci sono molte emergenze cui fare fronte, anche per consentire alle persone che vi risiedono – circa quindici – di poter tornare a vivere il loro paese come hanno fatto fino alla tragica notte della scossa. Vorrei che Santa Lucia, ultimo paese dell’Abruzzo sulla strada Picente, non sia anche l’ultimo tra i paesi che necessitano di interventi».
Oltre alle abitazioni private, il terremoto ha aggravato i danni alla chiesa parrocchiale dove non si apre la porta d’ingresso a causa delle deformazioni strutturali determinate dalla scossa del 24 agosto scorso. (e.n.)
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